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Omega 3: i benefici essenziali per la salute

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Un approfondimento sul ruolo di EPA e DHA per cuore, cervello e vista, e su come integrarli nella routine quotidiana quando l’alimentazione non basta.

C’è una cosa che succede spesso quando si prova a mangiare meglio: si pensa subito a cosa togliere. Meno zuccheri, meno fritti, meno junk food. Molto più raramente ci si chiede cosa manca davvero nella dieta di tutti i giorni.

Gli Omega 3, per esempio.

Se ne parla da anni, è vero. Ma basta guardare come mangia la maggior parte delle persone durante la settimana per capire perché continuino a essere così citati. Colazioni veloci, pranzi improvvisati, cene ordinate all’ultimo momento.

Eppure proprio alcuni tipi di pesce – come salmone, sgombro, sardine, aringhe – sono le principali fonti di EPA e DHA, cioè gli Omega 3 più importanti per il nostro organismo. Ma come fare ad essere sicuri di assumerne la dose di cui abbiamo bisogno?

Non solo una questione di alimentazione “perfetta”

Gli Omega 3 vengono definiti acidi grassi essenziali perché il corpo non riesce a produrli da solo in quantità sufficienti. Devono quindi arrivare dall’esterno, più precisamente dal cibo.

Ma, che si faccia una dieta sana o si abbia uno stile di vita sregolato, basta consumare poco pesce durante la settimana e l’apporto può diventare basso senza nemmeno accorgersene. Per questo molte persone scelgono di affiancare all’alimentazione gli integratori di omega 3 come quello di Swisse, soprattutto nei periodi in cui la dieta quotidiana non riesce a garantire un’assunzione regolare di questi nutrienti.

Negli ultimi anni l’attenzione verso EPA e DHA è cresciuta soprattutto per il loro legame con il benessere cardiovascolare. Contribuiscono infatti alla normale funzione cardiaca e vengono spesso inseriti all’interno di un’alimentazione orientata a uno stile di vita più equilibrato.

Non a caso gli Omega 3 compaiono spesso anche nelle conversazioni legate ai trigliceridi e alla salute del cuore. Naturalmente non esistono nutrienti “magici”: attività fisica, alimentazione varia e abitudini quotidiane restano centrali. Però EPA e DHA fanno parte di quel quadro generale che molte persone cercano di migliorare poco alla volta.

La stanchezza mentale si sente eccome

C’è poi un altro tema che oggi viene percepito in modo molto concreto: la fatica mentale.

A fine giornata capita sempre più spesso di avere la sensazione di essere scarichi ancora prima che stanchi fisicamente. Troppe ore davanti al computer, concentrazione continua, notifiche, riunioni, schermi ovunque.

Il DHA contribuisce al mantenimento della normale funzione cerebrale ed è proprio per questo che gli Omega 3 vengono spesso associati anche al benessere cognitivo.

Questo non significa che “avremo più memoria” da un giorno all’altro o ci sentiremo improvvisamente pieni di energia, ma significa piuttosto dare all’organismo nutrienti coinvolti in funzioni normali ma importanti, che fanno parte dell’equilibrio quotidiano.

Anche gli occhi lavorano tutto il giorno

Lo stesso discorso vale per la vista. Il DHA contribuisce al mantenimento della capacità visiva normale e oggi il tema interessa molte più persone rispetto al passato.

Basta pensarci un attimo: telefono appena svegli, computer per lavorare, tablet, televisione la sera. Gli occhi restano sotto pressione praticamente per tutta la giornata.

Per questo l’attenzione verso alcuni nutrienti legati al benessere visivo è aumentata così tanto negli ultimi anni, insieme a una maggiore consapevolezza sul rapporto tra alimentazione e salute generale.

Quando l’integrazione può diventare utile

In teoria sarebbe semplice: mangiare pesce ricco di Omega 3 con regolarità e mantenere una dieta varia. In pratica, tra ritmi quotidiani e abitudini poco costanti, non sempre succede.

Per questo gli integratori vengono scelti sempre di più: sono pratici, veloci e permettono di avere un apporto più costante di EPA e DHA anche nei periodi in cui si mangia peggio o si ha meno tempo da dedicare ai pasti. Sempre tenendo un occhio alla qualità: provenienza delle materie prime, controlli e concentrazione degli Omega 3 sono aspetti che oggi vengono valutati con molta più attenzione rispetto a qualche anno fa.

Perché quando si parla di benessere, spesso la differenza la fanno le piccole abitudini che si riescono a mantenere nel tempo.

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