Il Parlamento Europeo di Strasburgo ha approvato con ampia maggioranza il cosiddetto “Pacchetto Vino”, segnando un passaggio decisivo nel percorso di riforma della normativa vitivinicola europea. Il testo, già oggetto di accordo provvisorio a dicembre tra Parlamento e Consiglio Ue e passato dalla Commissione Agricoltura, attende ora solo l’adozione formale da parte del Consiglio prima della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e dell’entrata in vigore. La legislazione è stata approvata con 625 voti favorevoli, 15 contrari e 11 astensioni e introduce un insieme di misure pensate per aiutare il settore ad affrontare l’evoluzione del mercato, i cambiamenti climatici e le nuove dinamiche di consumo.
Tra i pilastri del provvedimento figurano maggiori risorse per i viticoltori, nuovi strumenti di gestione delle crisi legate a eventi meteorologici estremi e fitopatie, un quadro più chiaro per l’etichettatura dei vini dealcolati, oltre al rafforzamento delle misure per promozione, export ed enoturismo.
Sul fronte dell’etichettatura, il Pacchetto Vino chiarisce le definizioni dei prodotti a basso o nullo contenuto alcolico. Il termine “analcolico”, accompagnato dalla dicitura “0,0%”, potrà essere utilizzato solo per vini con gradazione non superiore allo 0,05% vol. I prodotti con una gradazione superiore allo 0,5% vol, ma ridotta di almeno il 30% rispetto allo standard di categoria prima della dealcolazione, dovranno invece essere indicati come “a ridotto contenuto alcolico”.
Per rispondere alle crisi produttive, il testo prevede un sostegno finanziario aggiuntivo e consente l’utilizzo dei fondi Ue anche per l’estirpazione definitiva dei vigneti, misura finalizzata alla stabilizzazione della produzione. Il massimale del sostegno nazionale alla distillazione e alla vendemmia verde è fissato al 25% per ciascuno Stato membro.
Rafforzate anche le misure di promozione: i programmi di valorizzazione dei vini europei nei Paesi terzi potranno beneficiare di un finanziamento Ue fino al 60%, con una copertura aggiuntiva nazionale fino al 30% per le Pmi e al 20% per le imprese di maggiori dimensioni. Gli interventi a sostegno dell’enoturismo – incluse attività promozionali, eventi, mostre e iniziative informative – potranno essere finanziati per 3 anni, rinnovabili fino a un massimo di 9 anni.
Dalla filiera arrivano reazioni complessivamente positive. Organizzazioni come Federvini, Ceev, Confagricoltura, Coldiretti e Fivi riconoscono nel Pacchetto Vino un segnale politico concreto e un quadro normativo più chiaro e moderno, pur evidenziando alcune criticità, in particolare sull’estirpazione finanziata e sulla mancata introduzione di maggiore flessibilità nell’utilizzo dei fondi. Il giudizio prevalente è quello di un passo in avanti importante, che ora dovrà tradursi rapidamente in misure operative per sostenere competitività, resilienza e crescita del settore vitivinicolo europeo in una fase tra le più complesse degli ultimi decenni.




