Centocinquanta voti a favore, uno contrario, un astenuto. Con questi numeri l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha proclamato il 1° ottobre Giornata internazionale del caffè, e oggi la ricorrenza si celebra per la prima volta con il riconoscimento ufficiale dell’ONU. In Italia arriva in un momento particolare: la tazzina costa di più, il carrello pesa di più, ma la quantità di caffè che beviamo è rimasta praticamente la stessa.
Dalla proposta del Brasile al riconoscimento ONU
La risoluzione è stata approvata il 10 marzo 2026, su iniziativa del Brasile e di un gruppo ristretto di 18 Paesi, con il sostegno di 97 Stati co-sponsor. L’unico voto contrario è arrivato dagli Stati Uniti, l’unica astensione dal Canada. L’organizzazione delle celebrazioni è affidata alla FAO, insieme all’Organizzazione internazionale del caffè (ICO), che aveva lanciato la giornata già nel 2015, in occasione dell’Expo di Milano.
Secondo la FAO il settore dà da vivere a circa 25 milioni di agricoltori e genera nel mondo un giro d’affari superiore ai 200 miliardi di dollari l’anno. Il tema scelto per l’evento FAO di Ginevra è “Celebrare il caffè, onorare le persone dietro ogni tazzina”.
In Italia la giornata coincide con la seconda edizione dell’International Coffee Forum di Napoli, il 1° e 2 ottobre al Palazzo dell’Immacolatella, sul Molo Angioino, con il patrocinio dell’Università Federico II e del Comune di Napoli. In programma sei panel e 24 relatori, a partire da un tema che pesa sui bilanci di tutta la filiera: l’Italia del caffè tra export e mercati globali.
Approfondisci: Giornata internazionale del caffè, arriva il riconoscimento dell’ONU
Prezzi della materia prima sulle montagne russe
Il 2025 è stato l’anno dei prezzi record della materia prima. Nel 2026 le quotazioni sono scese, ma senza trovare stabilità. A maggio il mercato guardava al calo dei prezzi e a un possibile surplus mondiale di caffè. A luglio sono arrivati i due maggiori rialzi giornalieri degli ultimi 21 anni, con le scorte di arabica ai minimi.
Le prospettive puntano verso una normalizzazione. Per la campagna 2026/27 il Dipartimento dell’Agricoltura statunitense (USDA) prevede una produzione mondiale record di 189,7 milioni di sacchi da 60 kg, 10,8 milioni in più dell’anno precedente. Il Brasile dovrebbe raggiungere il massimo storico di 71,9 milioni di sacchi, con record attesi anche in Etiopia, Uganda e Vietnam. Un raccolto così abbondante dovrebbe ricostituire le scorte e aiutare a stabilizzare i prezzi.
Il mercato italiano nel 2025 secondo le anticipazioni di Coffitalia 2026
I dati elaborati da Beverfood.com per Coffitalia 2026 fotografano bene il paradosso. Il prezzo medio del caffè verde importato è salito a 5,72 euro al kg, con un aumento del 47%. Le importazioni sono calate in quantità a 686,8 milioni di kg (in calo dell’1,7%), ma il loro valore è cresciuto del 40,3%, a 4.035 milioni di euro.
I consumi apparenti si sono fermati a 329,4 milioni di kg, circa 5,6 kg pro capite, in leggero calo dell’1,2%. Si consuma come prima, insomma, ma si spende molto di più.
L’export regge. L’Italia resta il secondo esportatore di caffè dell’Unione europea, dopo la Germania, con 357,4 milioni di kg e un valore di 3.275 milioni di euro (in crescita del 25%). Le vendite di caffè tostato negli Stati Uniti sono salite a 167 milioni di euro (+26,9%), nonostante i timori per i dazi. Il caffè italiano, compreso il tostato, è esente dai dazi americani dal novembre 2025.
Dal supermercato al bar, dove pesano i rincari
Nella grande distribuzione le vendite hanno raggiunto 2.314 milioni di euro, con una crescita del 23,6% a valore e solo del 2,4% a volume. Il prezzo medio è salito a 19,1 euro al kg. Corre soprattutto il caffè in grani, con +13% a volume e +38,7% a valore (dati Circana).
In casa il caffè resta un acquisto quasi universale. Lo comprano 22,6 milioni di famiglie, l’86% del totale, con una spesa media annua salita a quasi 82 euro (dati YouGov).
Al banco, la tazzina costa in media circa 1,29 euro, il 24,2% in più rispetto al 2021 (dati Crc Assoutenti).
Nel fuori casa le vendite di caffè all’Ho.Re.Ca. sono salite a 808 milioni di euro (+9,4%), ma solo per effetto dei prezzi. Il rovescio della medaglia sono le chiusure: nel 2025 hanno cessato l’attività 39 torrefazioni, un numero record (dati Competitive Data).
Ricevi le ultime notizie! Iscriviti alla Newsletter
Una festa che arriva nel momento giusto
La prima Giornata internazionale del caffè riconosciuta dall’ONU accende i riflettori su una filiera che vale miliardi ma resta fragile. In Italia i numeri raccontano un mercato che cresce a valore e non a volume, dove i rincari della materia prima si sono trasferiti fino alla tazzina e hanno messo sotto pressione le torrefazioni più piccole. Con un raccolto mondiale record in vista, la vera domanda per il 2027 è se i prezzi torneranno a scendere anche per chi il caffè lo beve, al bar e a casa.
Tutti i dati sul mercato italiano e le schede delle aziende saranno in Coffitalia 2026, l’annuario Beverfood del caffè.
INFO: www.un.org/es/observances/coffee-day
© Riproduzione riservata







