Pellegrini S.p.A. sceglie un approccio narrativo per l’International Rosé Day 2026, in programma venerdì 26 giugno: non un catalogo, ma una lettura geografica. La ricorrenza, nata in Francia nel 2018 su iniziativa di Valérie Rousselle, proprietaria di Château Roubine e Sainte Béatrice in Provenza, si celebra ogni quarto venerdì di giugno e ha trasformato il rosé da vino stagionale a categoria con identità propria, riconosciuta a livello globale. Otto rosati distribuiti in quattro scenari, ovvero mare, montagna, lago e campagna, pensati come chiave d’accesso ai territori che li hanno generati. Il rosé come specchio del paesaggio, dove ogni vino è la traduzione liquida di un contesto climatico, geologico e culturale.
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Mare, la franchezza che diventa eleganza

Provenza e Salento condividono qualcosa che sfugge ai parametri tecnici: la qualità della luce, il sale nell’aria, una maturazione sotto pressione solare diretta. I due vini di questo scenario non cercano complessità nascoste, le espongono in superficie.
Provenza
Pétale de Rose Château la Tour de l’Evêque
Pétale de Rose di Château la Tour de l’Evêque (Côtes de Provence) è un assemblaggio di otto vitigni, tra cui spiccano Cinsault, Grenache e Syrah, in cui l’equilibrio varia leggermente ogni anno. Pressatura soffice con pressa idraulica tipo Champenois sui grappoli interi, fermentazione in acciaio. Al palato sviluppa una tessitura setosa e persistente, profondità e ritmo tipici della Provenza.
Puglia
Mezzarosa Morella
Mezzarosa di Morella porta il Salento in bottiglia attraverso Negroamaro e Primitivo. Macerazione pre-fermentativa di circa sei ore, fermentazione in cemento, sosta sulle fecce nobili per sei mesi. Il risultato è un rosato luminoso che chiude su una sapidità quasi marina.
Montagna, dove l’altitudine diventa precisione
In quota il rosé cambia natura. L’escursione termica cesella gli aromi, restituisce profili netti, definiti. Val Venosta ed Etna sono mondi distanti per geografia e geologia, ma condividono la stessa capacità di tradurre il territorio in tensione minerale.

Trentino Alto Adige
Blauburgunder Rosé Falkenstein
Blauburgunder Rosé di Falkenstein (Alto Adige Val Venosta DOC) nasce da Pinot Nero su vigneti ripidi in viticoltura eroica. Vinificazione austera: 50% pigiatura, 50% spremitura, fermentazione in acciaio per quattro mesi, un mese di affinamento in bottiglia. Ne esce un vino di precisione aromatica con note di ciliegia, piccoli frutti di bosco, mineralità alpina, finale acido e verticale.
Sicilia
Etna Rosato DOC Graci
Etna Rosato DOC di Graci è il Nerello Mascalese del versante nord, a 600 metri sul livello del mare, da Passopisciaro nel comune di Castiglione di Sicilia. Vinificazione in cemento dopo diraspatura e pressatura, senza macerazione, affinamento sui lieviti per sei mesi. Materia vulcanica che si traduce in energia: profondità al naso e una progressione gustativa che si rivela strato dopo strato. Disponibile anche in formato magnum.
Lago, l’equilibrio come vocazione
Tra pianura e montagna, i vini lacustri trovano un equilibrio gastronomico naturale. Garda e Iseo lo declinano in due modi distinti, uno più floreale e immediato, l’altro più meditativo, accomunati dalla misura.

Lombardia
Unaluna Chiaretto Famiglia Olivini
Unaluna Chiaretto di Famiglia Olivini è un Valtènesi Riviera del Garda DOC: Groppello 80%, Barbera 10%, Sangiovese 5%, Marzemino 5%, su terreno morenico franco-argilloso con forte presenza calcarea. Macerazione breve di 3-6 ore, fermentazione con lieviti selezionati, affinamento in acciaio. Profilo floreale e agrumato, freschezza verticale, chiusura su una nota di mandorla che richiama la matrice morenica del territorio.
Ammonites Rosé Camilucci
Ammonites Rosé di Camilucci è un Franciacorta Brut Nature DOCG da Pinot Nero in purezza, da vigneti tra Rovato e Monticelli Brusati. Pressatura soffice da uva intera, vinificazione in acciaio, 24 mesi minimo sui lieviti nella seconda fermentazione e ulteriori sei mesi di affinamento in bottiglia. Un Franciacorta che si concede poco alla volta, con un finale profondo che invita alla riflessione.
Campagna
Qui i vitigni autoctoni crescono da generazioni sugli stessi suoli. I produttori che li interpretano in rosé scelgono di farlo per catturarne una parte essenziale del carattere. Vini radicati, profili difficilmente replicabili.

Lazio
Onde De Sanctis
Onde di De Sanctis (Lazio IGT) è un Cabernet Franc 100% da Frascati, su suolo vulcanico ricco di tufo e potassio, ciò che resta dell’antico Lago Regillo. La famiglia coltiva la terra dal 1816 secondo i principi del biologico: fermentazione 15-20 giorni a temperatura controllata in acciaio senza solforosa, maturazione cinque mesi sulle fecce fini, due mesi di bottiglia. Amarena, fragola, ciliegia, sfumature di tiglio e menta; al palato morbido, con una sapidità decisa in chiusura.
Toscana
Rosambra Tenuta di Arceno
Rosambra di Tenuta di Arceno è l’annata inaugurale 2024, un Sangiovese in rosato nato da una stagione vegetativa insolitamente fresca. La tenuta si trova tra Siena e Firenze, su suoli che cambiano composizione ogni pochi ettari. Vendemmia mattutina, contatto minimo con le bucce, pressatura delicata, affinamento di tre mesi in acciaio con battonage settimanale. Aromi di pompelmo rosa, albicocca e pesca bianca; finale agrumato con una chiusura di buccia d’arancia Tarocco che resta fresca fino alla fine.
Una geografia del gusto
Dal Mediterraneo al vulcano, dal lago morenico alla campagna senese, gli otto rosé selezionati da Pellegrini S.p.A. compongono una mappa sensoriale dell’Italia, con un’incursione provenzale, che restituisce il rosé per quello che è quando è fatto bene: una categoria capace di interpretare territori e stili profondamente diversi. Quattro paesaggi, otto bottiglie, un’unica premessa: il rosé come racconto, non come spiegazione.
+Info: www.pellegrinispa.net


