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Pernod Ricard, l’India blocca ancora le vendite a Nuova Delhi

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Il colosso francese delle bevande spiritose Pernod Ricard continua ad affrontare gravi ostacoli normativi nella capitale indiana, un mercato essenziale per la sua crescita globale. Le autorità di Nuova Delhi hanno nuovamente negato all’azienda la licenza per la vendita dei suoi prodotti, prolungando uno stallo commerciale ed escludendo il gruppo da una delle piazze più strategiche del paese.

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Il 29 maggio 2026 l’Alta Corte di Delhi ha respinto il ricorso che chiedeva il via libera a riprendere le vendite, confermando il diniego della licenza all’ingrosso L-1 alla controllata Pernod Ricard India. La corte ha definito l’azienda “ineleggibile” in ragione di un procedimento penale per riciclaggio ancora in corso, citando i “precedenti penali” del gruppo nel procedimento locale.

Il blocco impedisce la distribuzione di marchi alto-vendenti come Chivas Regal, Absolut, Jameson e 100 Pipers nella metropoli. La decisione è strettamente legata alle indagini su presunte violazioni delle politiche sulle accise, accuse di irregolarità finanziarie e presunta formazione di cartelli per il controllo delle quote di mercato.

Il peso strategico dell’India

L’India rappresenta uno dei mercati più grandi e redditizi per Pernod Ricard a livello globale, trainato da una classe media in rapida espansione e da una forte propensione verso i premium spirits. Il gruppo detiene circa il 17% di quota nel mercato indiano e vi ha registrato vendite per 2,9 miliardi di dollari nell’ultimo anno fiscale (chiuso a marzo 2025). Nuova Delhi rappresentava circa il 5% delle vendite indiane prima dello stop, in un mercato degli alcolici che in India vale 65 miliardi di dollari.

L’impossibilità di operare nella capitale, snodo commerciale cruciale e vetrina per i marchi premium, rappresenta un duro colpo per le ambizioni del gruppo. Questa prolungata assenza dagli scaffali e dai locali della città sta inevitabilmente avvantaggiando i concorrenti, in particolare Diageo, che in India controlla United Spirits, e i produttori locali.

Le prossime mosse legali

Il contenzioso va avanti da tre anni: i prodotti Pernod Ricard non sono più disponibili a Nuova Delhi dalla fine del 2022. Le autorità hanno respinto la domanda di licenza per la quarta volta a febbraio 2026. L’azienda ha denunciato che tre anni di rifiuti hanno reso la sua attività nella capitale “irrimediabilmente paralizzata”.

Pernod Ricard ha più volte respinto con fermezza tutte le accuse, ribadendo l’impegno a collaborare con le istituzioni indiane nel rispetto delle normative locali, e continua a esplorare tutte le vie legali per sbloccare la situazione. Può ora appellarsi davanti a un collegio più ampio della corte di Delhi o alla Corte Suprema indiana. Il gruppo sta inoltre fronteggiando una richiesta del fisco indiano per 314 milioni di dollari di tasse arretrate su alcune importazioni di Scotch whisky.

Questo ennesimo rifiuto sottolinea le complesse sfide burocratiche che le aziende del beverage devono affrontare nei mercati emergenti altamente regolamentati, mantenendo alta l’attenzione degli analisti sulle prossime trimestrali del gruppo in Asia.

© Riproduzione riservata

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