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Montebamboli, la visione di Petra in Toscana wild chic con i vini di montagna fatti al mare

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Andrea Lonardi racconta a Vinitaly 2026 la nuova direzione di Petra, la cantina di Suvereto fondata da Vittorio Moretti nel cuore della Maremma toscana. Un percorso quello di Montebamboli dove c’è la visione di Vittorio Moretti e l’approccio contemporaneo per un progetto che reinterpreta la Costa Toscana attraverso altitudine, biodiversità e precisione stilistica. Un modello di viticoltura che punta su identità territoriale e finezza espressiva, con focus su Cabernet Franc, Grenache e Vermentino.

La tenuta, acquistata da Moretti nel 2005, si trova a 400 metri sul livello del mare, immersa nel Parco dei Montioni: 7.000 ettari di macchia mediterranea, 100 ettari di proprietà di cui 25 vitati, con vista che spazia dalla Corsica a Montecristo, dall’Elba alla Sardegna.

La scelta produttiva si è concentrata su due vitigni ancestrali della costa mediterranea. “Il Vermentino lungo questa costa cambia nome: Pigato in Liguria, Rolle nel sud della Francia”, spiega Lonardi. L’altro protagonista è il Grenache, vitigno che attraversa il Mediterraneo sotto diversi nomi: Garnacha, Alicante, Granaccia. “Vini che io amo dire sono vini di montagna fatti al mare, hanno quell’espressione iodata, marina, poi di questa macchia mediterranea molto evidente”.

I primi riscontri a Vinitaly sono positivi. Lonardi parla di un crescente passaparola, alimentato anche da un’immagine che definisce “wild chic”, capace di rappresentare l’ambiente della costa toscana in modo autentico e distintivo.

© Riproduzione riservata

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Rubrica Vinitaly 2026

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