La cucina valtellinese conquista una delle vetrine mediatiche più autorevoli al mondo. I pizzoccheri diventano infatti protagonisti delle pagine cooking del New York Times, in un racconto che intreccia gastronomia, territorio e la visibilità internazionale generata dalle Olimpiadi Milano-Cortina 2026. L’articolo, pubblicato domenica 15 febbraio e firmato dalla giornalista Kim Severson, premio Pulitzer 2018 e tra le firme più autorevoli del giornalismo gastronomico internazionale, nasce da un viaggio immersivo tra Milano e la Valtellina costruito su misura dallo chef valtellinese Alessandro Negrini, ambasciatore della cucina alpina contemporanea.
Un itinerario gourmet tra Milano e la Valtellina
Il progetto prende forma dopo una segnalazione internazionale di grande prestigio. “Tutto è nato perché lo chef Daniele Humm, del ristorante Eleven Madison Park, ha indicato Il Luogo di Aimo e Nadia come uno dei suoi ristoranti italiani preferiti” – racconta Negrini – “Da lì è nato il contatto con la giornalista del New York Times, interessata ad approfondire il tema dei pizzoccheri dopo aver visto la ricetta del piatto”. La giornalista ha inizialmente cenato a Milano per poi proseguire il viaggio verso la Valtellina, partecipando a un tour esperienziale tra gastronomia, paesaggio e tradizioni locali organizzato lungo la risalita verso l’Alta Valle.
“Petes-O-keh-ree”
Seguendo l’approccio dei grandi narratori gastronomici, Kim Severson ha scelto di scoprire il territorio direttamente sul campo, rimanendo affascinata dal piatto simbolo valtellinese — riportato nell’articolo persino con tanto di spelling “petes-O-keh-ree” — insieme alla ricetta reinterpretata dallo chef Negrini nel rispetto della tradizione dell’Accademia del Pizzocchero. Tra i momenti più alti del viaggio anche un volo panoramico sul Gruppo del Bernina, reso possibile grazie a Roberto Grazioli di Eurotech, durante il quale la giornalista ha continuato a prendere appunti e documentare l’esperienza. Il percorso è poi proseguito con l’atterraggio a Caiolo e la visita in Valmalenco agli artigiani del lavecc, simbolo della tradizione culinaria locale. Il tour ha incluso il pranzo al ristorante Fracia di Chiuro, una passeggiata tra i vigneti terrazzati accompagnata da Danilo Drocco, direttore di Nino Negri, e un passaggio nel centro di Sondrio prima del rientro verso Bormio.

Vetrina internazionale del territorio
Per Alessandro Negrini, la pubblicazione rappresenta un esempio concreto dell’impatto internazionale generato dai Giochi Olimpici. “Questo è l’emblema delle Olimpiadi: un evento capace di illuminare territori come la Valtellina e, più in generale, la Lombardia. Quando ci si confronta con il mondo diventa fondamentale valorizzare il nostro territorio in modo intelligente”, spiega lo chef. Un risultato che, secondo Negrini, nasce anche dal lavoro collettivo del territorio. “La Valtellina ha dimostrato di saper lavorare come gruppo. Se si opera in maniera compatta, le ricadute in termini di visibilità possono coinvolgere tutta la provincia di Sondrio, dalla bassa valle fino alle Orobie”.

Un punto di partenza enogastronomico
L’attenzione del New York Times potrebbe rappresentare solo l’inizio di una nuova fase di riconoscimento internazionale. “Le Olimpiadi sono un punto di partenza, non di arrivo”, conclude Negrini. “Questo episodio dimostra che, grazie al lavoro di squadra, si possono migliorare le opportunità per tutta la Valtellina, senza limitarsi a parlare solo di Bormio o Livigno. Esiste un interesse culturale e gastronomico sempre più ampio verso questo territorio”. Un risultato che conferma come la cucina tradizionale italiana, quando raccontata attraverso esperienza, territorio e autenticità, possa trasformarsi in uno straordinario strumento di promozione internazionale.
INFO: cooking.nytimes.com/recipes/1027683-pizzoccheri-buckwheat-pasta-with-cheese-and-cabbage
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