Trent’anni dentro una multinazionale del food & beverage, poi il salto nel vuoto. È la parabola di PLT Packaging, realtà nata da un gruppo di tecnici che ha deciso di mettere a frutto in proprio un know how maturato nella ricerca e sviluppo di macchine per il packaging secondario. Il risultato, a due anni dalla fondazione, è la termofardellatrice PLT F80.
Una macchina progettata partendo dagli operatori di linea
Il punto di partenza dichiarato dall’azienda è l’ascolto di chi le macchine le usa ogni giorno. “Spesso chi produce macchinari non vive le difficoltà quotidiane di chi li utilizza, noi siamo partiti proprio da lì”, spiegano da PLT Packaging, progettando soluzioni pensate per risolvere i problemi concreti di manutenzione ed efficienza.
La PLT F80 arriva fino a 85 colpi al minuto in singola pista con bottiglie in PET da 1,5 litri e fino a 150 colpi con le lattine. Tra le caratteristiche rivendicate, la massima accessibilità su tutti i punti della macchina, con un gruppo di taglio completamente estraibile per interventi in autonomia, e un software con intelligenza artificiale che segnala quando effettuare la manutenzione e guida l’operatore nella risoluzione dei problemi tramite testo e immagini su un HMI da 15 pollici.
Cambio formato in 5 minuti e attenzione ai consumi
Il cambio formato richiede 5 minuti e il telaio è modulare, con la possibilità di passare da singola a doppia e tripla pista e di aggiungere l’inserimento del vassoio in cartone. Sul fronte film, il sistema a doppie bobine con saldatore automatico e il software integrato IPLTS calcola l’orario esatto di fine bobina, lasciando solo 2 metri di film residuo. Completa il quadro un forno di nuova generazione, coperto da brevetti, pensato per ridurre i consumi energetici.
I primi riscontri di mercato sono arrivati in fretta. L’azienda chiude il 2026 con un’installazione già attiva a fine anno e 3 ordini confermati per il 2027, con l’interesse dichiarato di alcuni grandi nomi del beverage che hanno già firmato.
+Info: www.pltpackaging.com


