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Prezzi caffè in calo a maggio 2026, ecco perché il mercato guarda al raccolto record del Brasile

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La primavera 2026 conferma una tendenza che il mercato del caffè osserva da mesi: i prezzi continuano a scendere, sospinti dalle attese di un’offerta più abbondante. Secondo l’International Coffee Organization (ICO), l’indicatore composito I-CIP si è attestato a maggio 2026 su una media di 256,05 cent/lb, in calo del 3,8% rispetto ad aprile. A pesare è soprattutto il Brasile, dato in rotta verso un raccolto record.

Il peso del Brasile e le stime CONAB

Il principale fattore ribassista arriva dalla Companhia Nacional de Abastecimento (CONAB), l’ente brasiliano che a metà mese ha diffuso la sua seconda indagine sul raccolto. La previsione di produzione totale per la campagna 2026/27 è salita a un livello record di 66,7 milioni di sacchi, con la produzione di Arabica rivista al rialzo di 1,67 milioni di sacchi fino a 45,8 milioni, pari a un balzo del 28% su base annua. La produzione di Robusta è stata invece tagliata di circa 1,2 milioni di sacchi a 20,9 milioni, comunque in crescita dello 0,8% rispetto all’anno precedente.

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La superficie coltivata a caffè in Brasile è salita del 3,9% a 2,34 milioni di ettari, con rese in aumento a 34,4 sacchi per ettaro. La stessa CONAB ha però segnalato che le scorte di riporto restano basse e che la domanda globale continua a crescere, due elementi che hanno in parte attenuato il sentiment ribassista del mercato.

Come si muovono i diversi gruppi di caffè

I prezzi dei Colombian Milds e degli Other Milds sono entrambi scesi, rispettivamente del 3,3% e del 4,8%, su medie di 323,45 e 315,42 cent/lb. I Brazilian Naturals hanno ceduto il 6,4% a 293,73 cent/lb. In controtendenza i Robustas, cresciuti dell’1,1% a 166,51 cent/lb.

Sul fronte dei mercati a termine, i Robusta sulla piazza di Londra (ICE) sono saliti dello 0,8% a 151,79 cent/lb, mentre gli Arabica sul mercato di New York sono arretrati del 5,8% a 268,18 cent/lb. L’arbitraggio tra le due piazze si è ridotto del 13,1% a 116,39 cent/lb, segnale del miglioramento delle prospettive per l’Arabica brasiliano.

Scorte ai minimi e fattori di sostegno

Non tutti i segnali spingono al ribasso. Le scorte certificate restano l’elemento di sostegno principale: a Londra le scorte di Robusta sono scese dello 0,1% a 0,64 milioni di sacchi, mentre negli Stati Uniti quelle di Arabica sono calate del 13,5% a 0,48 milioni di sacchi, toccando minimi pluriennali.

Sul piano climatico, El Niño potrebbe ritardare le piogge di fioritura tra settembre e ottobre 2026 in alcune regioni brasiliane. La National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) ha assegnato una probabilità dell’82% all’emergere del fenomeno tra maggio e luglio, con il 67% di possibilità di un “Super El Niño”. L’effetto sul Brasile resta però complesso e varia per regione, intensità e tempistica all’interno del ciclo colturale.

Export in flessione, ma il quadro stagionale tiene

Ad aprile 2026 le esportazioni globali di caffè verde sono ammontate a 10,51 milioni di sacchi, in calo dell’1,9% sui 10,71 milioni dell’aprile 2025. Tutti i gruppi hanno registrato flessioni, con l’eccezione dei Robustas, saliti dell’11,2% a 4,5 milioni di sacchi grazie soprattutto al Brasile e al Vietnam. La quota dell’Arabica sul totale dei primi sette mesi della campagna 2025/26 è scesa al 60,4% dal 64,2% di un anno prima.

Considerando tutte le forme di caffè, l’export globale è calato dello 0,9% a 12,05 milioni di sacchi. A trainare resta il Vietnam, le cui spedizioni sono cresciute del 12,1% a 3,41 milioni di sacchi, il maggior volume di sempre per un mese di aprile.

Il quadro complessivo racconta un mercato che sconta progressivamente l’arrivo di volumi più ampi, pur in un contesto di disponibilità ancora tesa nei mesi immediati. I prezzi restano elevati rispetto agli standard storici, ma il baricentro si sta spostando verso le attese di un’offerta più generosa nella campagna 2026/27.

INFO: www.ico.org

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