Il ristorante Procaccini Milano guarda all’estate con una nuova fase della propria identità gastronomica con la proposta firmata dall’Executive Chef Emin Haziri. Al centro del nuovo corso arriva “Ci pensa…”, un percorso degustazione al buio pensato esclusivamente per lo Chef’s Table, dove l’esperienza si costruisce intorno alla sorpresa, alla fiducia e alla sensibilità creativa della cucina. “Non è un semplice menu al buio, ma un un diverso modo di intendere la relazione tra cucina e ospite. In un momento in cui la ristorazione tende a essere sempre più pianificata e prevedibile, “Ci pensa…” recupera il valore dell’attesa e dell’imprevisto, trasformando il menu in un gesto di fiducia. Un’esperienza che cambia continuamente e che prende forma attraverso stagionalità, intuizioni e dinamiche quotidiane della cucina”– spiega Emin Haziri.
Il golden boy della cucina milanese
Uno dei nomi nuovi della ristorazione gourmet di Milano Emin Hazir. Giovane chef di origine kosovare classe ’95, dopo esperienze importanti al fianco di grandi nomi come Cannavacciuolo e Cracco, a Procaccini ha trovato la sua dimensione esprimendo nei piatti tutto il suo talento e la creatività, una cucina fatta di consistenze e di golosità per far innamorare i golosi, ma anche di tocchi creativi per impreziosire la presentazione dei piatti, colorati e con degli immancabili fiori edibili che rappresentano una sorta di marchio di fabbrica.

“L’arrivo della Stella Michelin ha cambiato il volto del locale, un riconoscimento ancora in grado di spostare le preferenze dei consumatori, in tanti hanno voluto venire a provare la nostra cucina e molti sono tornati Un pubblico di milanesi che segue abbastanza la stagionalità, mentre con questa formula ci rivolgiamo anche ai turisti che sempre più arrivano in una città come Milano che ha scoperto una nuova vocazione”.
La scelta di collocare “Ci pensa…” all’interno dello Chef’s Table rafforza il carattere immersivo del percorso. Questo spazio rappresenta il cuore operativo di Procaccini Milano, dove il confine tra sala e cucina si assottiglia e il racconto gastronomico prende forma davanti agli occhi degli ospiti. Il nome del percorso nasce anche da un claim ormai riconoscibile nella comunicazione social dello chef: “Ci pensa Emin”, espressione con cui Haziri presenta quotidianamente su Instagram le proprie ricette.
La cucina di Emin Haziri
Accanto al percorso al buio, oltre al Viaggio dello Chef e al percorso contemporaneo, il nuovo menu permette di leggere con maggiore chiarezza l’evoluzione del linguaggio gastronomico di Emin Haziri con la possibilità di scelta di combo di tre portate dalla carta. La contemporaneità non viene ricercata attraverso l’accumulo di tecniche o l’effetto spettacolare, ma nella costruzione di relazioni tra ingredienti, consistenze e memorie gastronomiche.

Tra i piatti più rappresentativi figura la Catalana di gamberi alla milanese, un omaggio dello chef a Milano con una rivisitazione della catalana, interessante anche l’Animella, nocciola, ricci di mare e pomodoro, che lavora su intensità, morbidezza e sapidità marina senza cercare il contrasto diretto, lo Sgombro con caviale, barbabietola, yogurt e ristretto di pollo gioca invece tra grassezza, acidità e concentrazione aromatica, mentre il Carciofo ripieno alla brace con zafferano, provola e tartufo propone una lettura del vegetale come terreno di ricerca e non come semplice alternativa.
Nei primi piatti esce la volontà di lavorare sulla profondità del gusto mantenendo precisione ed equilibrio, con le Linguine di Pastificio Graziano con aragosta e salsa champagne reinterpretano una combinazione classica in chiave essenziale. Lo Spaghetto con anguilla affumicata, fiori di zucca, limone salato e quinoa sviluppa invece un gioco di stratificazioni tra affumicatura, acidità e consistenze.

Anche i secondi raccontano una cucina che guarda alla tradizione italiana senza riprodurla in modo letterale. Il Maialino in porchetta e carciofi recupera un riferimento riconoscibile alleggerendone la struttura, mentre il Baccalà con trippa di baccalà e cipolla affumicata lavora sulla materia nella sua totalità, trasformando un ingrediente familiare in un racconto più articolato.
Crudité, caviale e Procaccini Experience
Il nuovo corso gastronomico di Procaccini Milano si estende anche a una proposta dedicata a crudité e caviale. Non un semplice esercizio di lusso, ma un ulteriore strumento espressivo della cucina di Haziri, fondato sulla precisione della materia prima e sulla capacità di intervenire senza alterarne identità ed equilibrio.
La selezione di caviale Royal, caratterizzata da perle di grande dimensione e finezza gustativa, entra nell’esperienza sia come degustazione dedicata sia come elemento capace di amplificare il racconto del menu.

Accanto ai plateau di crudité con crostacei, ostriche e prodotti del mare, prende forma anche la Procaccini Experience, un percorso che attraversa diverse interpretazioni del crudo: dalla Tartare di Fassona e caviale all’Ostrica con gelato di ostrica, dagli Scampi di Mazara con bisque e frutto della passione fino alla Tartare di tonno rosso con fondo di vitello e maionese alla bottarga.
I dolci a cura del Pastry Chef Fabrizio Di Palma, evidenziano il completamento di una proposta di assoluto livello, come testimonia anche la carta dei vini con una bella selezione delle principali etichette italiane e una buona presenza di referenze francesi, con qualche chicca da assaggiare vicino a grandi nomi dell’enologia.
INFO procaccini.com/



