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In Francia il prosecco vola nei ristoranti, +175% dal 2019 mentre lo champagne arretra

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La Francia brinda sempre più all’italiana. Nei bar e nei ristoranti d’Oltralpe il vino perde terreno, ma una categoria corre controcorrente, ed è il prosecco. Lo certifica l’ultimo studio di FranceAgriMer e del CNIV sugli acquisti di vino della ristorazione presso grossisti e cash&carry, realizzato da GIRA Foodservice.

Un fuori casa francese in frenata

Il contesto è quello di un mercato che rallenta. Nel 2025 la ristorazione fuori casa francese ha totalizzato 7,4 miliardi di prestazioni (in calo dello 0,1% sul 2024) e un fatturato di 85,6 miliardi di euro al netto delle tasse (+0,9%). Una crescita in valore spinta in parte dai prezzi. Secondo lo studio, il 45% dei consumatori ha modificato le proprie abitudini al ristorante per spendere meno, scegliendo locali più economici, prodotti in promozione o ordinando meno piatti.

Vino in calo, spumanti in controtendenza

In questo scenario le vendite di vino nel canale scendono del 3,6% in volume e del 3,8% in valore rispetto al 2024. Rispetto al 2019, prima del Covid, i volumi hanno perso il 21,1%. I vini fermi, che pesano circa l’88% dei volumi, calano del 4,9% in volume e del 5,2% in valore (587 milioni di euro).

Gli spumanti vanno nella direzione opposta. Crescono del 6,3% in volume e dello 0,9% in valore (193 milioni di euro), con un prezzo medio sceso del 5% a 10,7 euro per bottiglia equivalente da 75 cl. Sono l’unica categoria tornata sopra i livelli del 2019, con un +16,5% in volume e un +6,2% in valore.

Il prosecco traina, lo champagne arretra

Il motore di questa crescita parla italiano. Il prosecco registra la progressione più forte tra gli spumanti, +22,6% sul 2024. Rispetto al 2019 i suoi volumi sono cresciuti del 175%, e su questo dato si regge quasi tutto l’aumento della categoria. Bene anche il crémant d’Alsace, +5,4% sull’anno e +14% sul 2019.

Lo champagne, che rappresenta il 21% dei volumi, scende invece del 5,5% e resta del 25,7% sotto i livelli pre crisi. In calo anche il lambrusco (2,3% in meno).

Una questione di prezzo

La forbice si legge anche nei listini. Dal 2019 il prezzo medio dello champagne nel canale è salito del 17%, a 21,16 euro per bottiglia equivalente da 75 cl. Quello del prosecco è aumentato del 5%, fermandosi a 5,3 euro. L’aumento più forte riguarda il crémant de Bourgogne (+21%), mentre il Cava è l’unico in calo (6% in meno).

Lo studio copre gli acquisti della ristorazione commerciale tramite distribuzione organizzata, un perimetro stimato in circa il 40% del mercato del vino in volume nel canale.

Cosa ci dice il mercato

Il quadro tracciato da FranceAgriMer è quello di un fuori casa che sceglie con più attenzione e premia le bollicine accessibili. Nel paese dello champagne, la crescita degli spumanti passa soprattutto dai vini esteri, con il prosecco in prima fila. Un segnale da leggere per tutta la filiera italiana che guarda alla Francia come mercato di sbocco.

INFO www.franceagrimer.fr

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