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Quotazione illycaffè, ecco perché Scocchia smentisce i rumors su Wall Street

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La quotazione in Borsa di illycaffè è da anni un classico dell’informazione economica italiana, una storia che torna ciclicamente ogni volta che il gruppo triestino del caffè archivia risultati in crescita. L’ultimo capitolo si è aperto il 17 giugno 2026, quando un articolo de La Stampa ha riacceso le voci su uno sbarco imminente a Wall Street. La risposta dell’azienda è arrivata nel giro di poche ore, netta e ufficiale.

Cosa aveva scritto La Stampa

Secondo la ricostruzione del quotidiano torinese, illycaffè sarebbe stata pronta a quotarsi a Wall Street entro la fine del 2026 o, al più tardi, nel primo trimestre del 2027. L’indiscrezione, attribuita a fonti finanziarie e legali prossime al dossier, parlava di una decisione ormai presa e di almeno tre advisor al lavoro per individuare il momento più favorevole all’operazione.

Tra gli elementi citati a sostegno dello scenario, la presenza del fondo Rhône Capital nell’azionariato (e la conseguente necessità di una exit strategy), la spinta a sostenere la crescita internazionale e l’interesse crescente degli investitori verso i segmenti del cosiddetto quiet luxury.

La smentita ufficiale dell’azienda

In una nota diffusa nella stessa giornata, illycaffè ha definito quelle ricostruzioni non fondate e non corrispondenti allo stato attuale delle valutazioni interne. Una presa di posizione che ridimensiona le indiscrezioni senza chiudere del tutto la porta all’ipotesi Borsa.

A chiarire la posizione è l’amministratrice delegata Cristina Scocchia:

“Come già comunicato in passato, la quotazione in borsa è un’opzione strategica che la società ha sempre tenuto in considerazione. Un’IPO è un evento unico nella storia di un’azienda, la cui realizzazione dipende però da molteplici fattori, alcuni dei quali al di fuori del controllo della società stessa. Se e quando decideremo di intraprendere questo percorso, lo annunceremo al mercato”, ha dichiarato Cristina Scocchia, amministratrice delegata di illycaffè.

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Una telenovela che dura dal 2021

Il punto è che il rumor non nasce nel vuoto. Le voci su un possibile approdo in Borsa di illycaffè circolano almeno dal 2021, poco dopo l’arrivo di Scocchia al vertice del management, quando si parlò apertamente dell’obiettivo di portare il gruppo alla quotazione. L’intenzione fu ribadita nel 2022, inserita nel piano industriale 2022-2026, salvo poi essere ridimensionata nell’agosto 2025, quando la stessa amministratrice delegata, dal palco del meeting di Rimini, escluse l’operazione almeno per il 2026 per mancanza delle condizioni di mercato.

Sul tema era tornato di recente anche il presidente esecutivo Andrea Illy, che al Festival dell’Economia di Trento, meno di un mese prima della smentita, aveva definito la prospettiva di una quotazione come qualcosa che rientra “nell’ordine delle cose”, ricordando proprio la presenza di Rhône Capital tra i soci.

Andrea Illy
Andrea Illy

I numeri che alimentano l’attesa

A rendere così ricorrenti queste indiscrezioni contribuiscono i conti del gruppo. illycaffè ha chiuso il 2025 con ricavi consolidati pari a 700 milioni di euro, soglia mai raggiunta prima, in aumento del 12% a tassi di cambio costanti (+11% a cambi correnti) rispetto al 2024. Si tratta del quarto anno consecutivo di forte crescita organica, trainata da tutti i principali mercati: Italia (+14%), Stati Uniti (+20%) ed Europa (+23%).

Sul fronte della redditività, l’EBITDA si è attestato a 90 milioni di euro e l’utile netto a 20 milioni (rispettivamente 110 e 33 milioni nel 2024), con una posizione finanziaria netta di 197 milioni. Risultati ottenuti nonostante l’impennata del prezzo della materia prima, salito in media a 368 centesimi per libbra, circa il triplo della media storica dal 1972. Nel corso dell’anno il gruppo ha inoltre completato due acquisizioni strategiche: il 100% del distributore svizzero illycafè AG e l’80% di Capitani, produttore di macchine da caffè.

Tra fatti accertati e fonti anonime

A oggi resta una distinzione netta da tenere a mente. L’indiscrezione pubblica parte da La Stampa, che cita fonti finanziarie e legali vicine al dossier, ma il nome di chi abbia effettivamente alimentato lo scenario non è verificabile. Quello che l’azienda ha confermato ufficialmente è soltanto che nessuna decisione è stata presa e che un’eventuale quotazione sarà comunicata solo quando il percorso sarà davvero avviato.

Più che la conferma di una scelta formalizzata, la vicenda del 17 giugno sembra dunque l’ennesima accelerazione di uno scenario già raccontato da tempo. Per un mercato che osserva con attenzione le mosse del caffè premium, la partita resta aperta: l’ipotesi Borsa non è archiviata, ma la sua tempistica resta, per ora, tutta da scrivere.

INFO: www.illy.com

© Riproduzione riservata

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