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Nel mese di dicembre l’Agenzia per lo Sviluppo del Distretto del Caffe’ di Trieste ha proceduto al rinnovo delle cariche sociali. Suggi Liverani, direttore ricerca, sviluppo e qualità di Illycaffè, è stato eletto presidente dell’Agenzia per lo Sviluppo del Distretto del Caffè di Trieste e succede a Massimiliano Fabian che comunque resterà in carica nel nuovo CDA come vice-presidente. Il Distretto del caffè della provincia di Trieste è stato riconosciuto dalla Giunta Regionale del Friuli Venezia Giulia con la Delibera n. 3065 del 15 dicembre 2006


L’Agenzia per lo Sviluppo del Distretto del Caffè è una società consortile pubblico-privata costituita da soci pubblici (15%) e privati (85%) i cui scopi sono il rafforzamento e il miglioramento della filiera produttiva del Distretto Industriale del Caffè. L’Agenzia conta al momento 24 soci: sei enti pubblici (Camera di commercio di Trieste, Comune di Muggia, Comune di Trieste, Ezit, Fiera di Trieste, Friulia Finanziaria Regionale) 2 associazioni di categoria (Associazione Caffè Trieste e l’Associazione degli Industriali) e 16 imprese private (Anthares, B.Pacorini, Cma Spa,
Coffeecolours by Antorami Srl, Cogeco, Demus, Hesse Alberto Trieste, Illycaffè Spa, Imperator, Ommeci, Planet Coffee, Primoaroma, Sandalj Trading Company Spa, Tergestea Casa di Spedizioni, Terminal Merci Trieste, Torrefazione Caffè San Giusto).

Oltre alla elezione del presidente, nella stessa riunione dell’Agenzia e’ stato anche definito il Consiglio di Amministrazione per i prossimi tre esercizi, come segue:
…Massimiliano Fabian (Presidente uscente ed ora Vice Presidente dell’ASDI),
…Daniela Bonini (Tergestea Casa di Spedizioni),
…Roberto Vidoni (Cogeco),
…Gianni Pistrini (in rappresentanza del Comune di Trieste),
…Vincenzo Sandalj (Sandalj Trading Company),
…Enrico Pacorini (B. Pacorini),
…Beniamino Nobile (in rappresentanza della Camera di Commercio di Trieste),
…Franco Bazzara (Planet Coffee),
…Alberto Polojac (Imperator),
…Fabrizio Polojaz (Primoaroma).

“Il contesto economico e competitivo nel quale ci muoviamo – ha affermato il neoeletto presidente Suggi Liverani – e’ caratterizzato da una crisi ineguagliabile. Il settore del caffè, a livello globale, è interessato da fusioni ed aggregazioni. L’Agenzia può diventare lo strumento per valorizzare la nostra filiera produttiva e imprimergli un ulteriore prospettiva di crescita, anche attraverso un migliore utilizzo del patrimonio di conoscenze e competenze che il sistema scientifico triestino detiene”. Massimiliano Fabian, presidente uscente, ha ricordato il percorso di costruzione e di riconoscimento del distretto dal 2006 ad oggi e la decisiva spinta propulsiva data in questo senso dall’Associazione degli Industriali, che ospita anche la sede dell’Agenzia. I soci tra poco saranno chiamati alla definizione del Piano Triennale di Sviluppo del Distretto, per la successiva presentazione alla Regione Friuli Venezia Giulia e la richiesta di finanziamento. Il piano di sviluppo individuerà le criticità e le opportunità dell’ambiente competitivo di riferimento; le linee strategiche della politica industriale in ambito locale, finalizzate allo sviluppo e all’evoluzione competitiva del distretto, e infine, i progetti di iniziativa pubblica, privata o mista, richiedenti l’accesso al finanziamento della Regione.

Con riguardo specifico all’andamento del porto di Trieste, che rappresenta uno degli assi portanti del nuovo distretto del caffè, il nuovo presidente dell’ASDI del Caffè Suggi Liverani ha dichiarato al Piccolo: “Il traffico del caffè nel porto di Trieste resiste alla crisi: gli ultimi dati (agosto 2008) registrano 73.000 tonnellate di caffè tra sbarchi ed imbarchi, una cifra che quasi raggiunge le 85.000 tonnellate del dicembre 2007. Entro la fine dell’anno si prevede che il totale possa superare le 100.000 tonnellate, un aumento di quasi il 18%”. Il porto è il primo scalo del Mediterraneo con un traffico di caffé che comprende il 15% della filiera nazionale. A Trieste si sdogana quasi il 30 % di tutto il caffè importato in Italia. Lo scalo triestino è tra i principali porti di sbarco per il caffè asiatico, dall’Africa e dal Sud America, con un volume di traffico marittimo oscillante attorno alle 150.000 tonnellate annue. Attualmente gli spazi portuali adibiti allo stoccaggio del caffè occupano circa 100.000 mq, con una giacenza media negli ultimi anni superiore al milione di sacchi (70 mila tonnellate), in gran parte della varietà Robusta. «Il caffè trova spazio sufficiente alle necessità della filiera –dichiara Suggi Liverani- il problema è più che altro l’obsolescenza di alcune strutture».

Fonti: AGI www.industriale-oggi.it/archives/00018656.html
ricerca.quotidianiespresso.it/ilpiccolo/archivio/ilpiccolo/2008/12/04/NZ_10_DEST.html

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