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Ristorante Da Giacomo story: un mini impero della ristorazione Milanese

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Otto locali, di cui sette a Milano e uno inaugurato la scorsa estate a Pietrasanta, possono bastare per far entrare “Da Giacomo” di diritto nel novero di un mini impero della ristorazione. Ma più che imperatore, Giacomo è un uomo del popolo. Basta ripercorrere la storia di chi da oltre sessant’anni interpreta per i propri clienti il meglio della cucina italiana con modalità sempre nuove e anticipando le tendenze. Il Ristorante Da Giacomo è diventato un marchio ancor prima che si affermasse la tendenza odierna dei ristoranti abbinati al nome degli chef, emblema della grande ristorazione milanese, per lui che proveniva dalla Toscana.

 

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Gli inizi

Classe 1925, Giacomo Bulleri nasce a Collodi in Toscana. Giovanissimo si trasferisce a Torino, dove inizia a muovere i primi passi nel mondo della ristorazione, lavorando “a bottega” e iniziando a carpire i segreti della buona cucina. Durante un viaggio gita a Milano nel suo giorno di riposo, città in cui decide di trasferirsi nel 1958 e dove apre il suo primo ristorante: Trattoria da Giacomo, in via Donizetti, accanto alla Camera del Lavoro. Diventa sin da subito un punto di riferimento per chi vuole scoprire l’essenza della città. Uno stile di cucina casalingo, senza troppi fronzoli, traendo spunto dalla tradizione. Arrosti, i risotti e i bolliti preparati da Giacomo diventano i piatti irrinunciabili per i grandi pranzi e le cene di lavoro in settimana, nonché un appuntamento fisso settimanale per molte famiglie milanesi.

Milano da mangiare

Intorno agli anni ’90 dopo trent’anni di attività, Giacomo abbandona il suo storico locale e si trasferisce a poca distanza, in via Pasquale Sottocorno 6. Nasce così il Ristorante Da Giacomo, intorno alla via si sviluppa una e propria Giacomo mania. “Vorremmo cambiare il nome della via, facendola diventare Via Da Giacomo, già Via Sottocorno- scherza il genero Marco Monti, Amministratore Delegato del Gruppo- Abbiamo cambiato la geografia della ristorazione milanese, alcuni ci dicono che via Sottocorno è una delle strade più conosciute di New York”. Effetto moda, inteso come il mondo del fashion che ha sempre trovato come punto di riferimento per pranzi e cene di lavoro Giacomo. Non è raro trovare Giacomo Bulleri, oggi novantenne, ancora seduto a un tavolino del suo ristorante intento a osservare i nuovi clienti che frequentano i suoi locali, oppure addirittura in cucina. Nel 2015 a Giacomo è stato conferito l’Ambrogino d’Oro, la più alta onorificenza che il comune di Milano assegna ai suoi cittadini illustri, mentre di qualche settimana fa la notizia del riconoscimento di Regione Lombardia come locale storico a Da Giacomo, attestato che sostiene tutte le attività commerciali con una storia di almeno 50 anni per preservarne i fattori culturali, sociali, economici e per valorizzarne la spiccata identità. “Un riconoscimento che ci ha fatto enormemente piacere, non affatto scontato anche se crediamo di essercelo meritato ”- continua Marco Monti, che insieme alla figlia Tiziana Bulleri con la stessa passione e impegno del fondatore, seguono tutte le realtà del gruppo.

 

Otto per uno

Un mini impero che cresce. Ogni locale ha una sua personalità e un’offerta differente. La casa madre Ristorante Da Giacomo è da sempre noto e apprezzato per la sua cucina di pesce, servita in un ambiente elegante dal gusto vagamente retrò. Giacomo Bistrot in un’atmosfera calda e riservata ricorda i tradizionali bistrot, proposta con piatti a base di carne e una cucina, sempre di alta qualità, pensata per essere più veloce. La Tabaccheria di via Sottocorno è il luogo ideale per un light lunch alla milanese, con una proposta di qualità ma veloce e la possibilità anche di acquistare le chicche gastronomiche a marchio Giacomo, selezionate personalmente nel tempo da Giacomo Bulleri. La Pasticceria Giacomo, piccolo gioiello del gruppo, nel suo bancone ogni giorno brioche fragranti e un’ampia selezione di paste e torte, tra cui spiccano le golose ricette di famiglia, su tutte la celebre “bomba di Giacomo” e il Panettone di Giacomo, considerato uno dei migliori della città. La più recente apertura del gruppo in via Sottocorno è la Rosticceria che propone carni grigliate ed arrostite, piatti della tradizione milanese come il riso al salto e i mondeghili, con i suoi piatti gustosi in poco tempo ha conquistato i tanti clienti che quotidianamente siedono i suoi tavolini o scelgono le proposte del menù per i loro pasti in casa, tanto da affermarsi anche ai primi posti per le consegne a domicilio effettuate dalle principali piattaforme web attive su Milano.

 

Giacomo Arengario: uomo del popolo

Giacomo è uomo del popolo, prima dava da mangiare a impiegati e operai, ai suoi esordi milanesi apparecchiava anche ai tavoli da biliardo per fare spazio durante le pause pranzo di lavoro. Poi è stato il turno dei workers della moda, in una città che cambia ha capito la spinta del turismo culturale prima di altri. Sarà un caso ma salendo verso il ristorante Giacomo Arengario all’interno del Museo del Novecento si passa davanti al celebre dipinto “Il Quarto Stato”, di Pelizza da Volpedo. Un connubio tra ristorante e museo avviato nel 2010, insieme a Giacomo Caffè a Palazzo Reale. Due locali nel cuore della cultura milanese e in luogo simbolo della città, piazza Duomo. “Giacomo Arengario è la nostra chicca, la vista che si domina è magnifica, una location frequentata sia da turisti che vanno al Museo del 900 ma anche da tanti milanesi che scoprono questo ristorante e se innamorano”. Una cucina fusion e al tempo stesso milanese, ai fornelli Josè Otoya, trentenne chef Peruviano, cresciuto nelle cucine di Giacomo Bistrot e da circa un anno e mezzo alla guida dell’Arengario. Non solo vista guglie del Duomo di Milano, all’interno si respira un’atmosfera retrò, è il trionfo dell’Art Decò. Il locale è suddiviso in period rooms caratterizzate da stili e colori diversi. La Hall, il bar, la sala da pranzo e la galleria da cui si può osservare il lavoro dello chef nella bella cucina a vista sono piccole opere d’arte. L’ambiente più sorprendente, però, è senza dubbio il dehors in ferro e vetro realizzato all’interno della grande loggia affacciata su Piazza del Duomo. In cucina, oltre ai classici della cucina di pesce di Giacomo, si affiancano alcuni piatti veloci ideali per un light lunch alla meneghina, e il menu del Novecento che comprende i piatti dalla più solida tradizione milanese, leggermente rivisitati in chiave moderna.

 

Chef Josè Otoya

Ritorno a casa: Giacomo Pietrasanta

“Amo Pietrasanta per la sua identità elegante, colta, raffinata. La città e la sua popolazione hanno un’anima profondamente radicata nel territorio e al contempo capace di proiettarsi e di interagire con il mondo intero”. Giacomo Bulleri descrive con queste parole l’antico borgo toscano che è stato scelto per il suo ritorno alle origini. Il ristorante Giacomo Pietrasanta richiama molto nello stile l’originale locale di via Sottocorno 6. Stesso stile senza tempo, stessa eleganza discreta e non sfacciata. A dominare la sala del ristorante toscano di Giacomo un’imponente vetrina a vista del pesce fresco. Ancora una volta è la materia prima di assoluta eccellenza a essere posta al centro di un progetto di alta ristorazione. Pregevole la carta dei vini, con diverse proposte anche al calice. Un totale di 80 coperti, con un ampio spazio all’aperto da sfruttare soprattutto d’estate, più altri 30 nella zona lounge bar dove sono protagonisti stuzzichini e pesce crudo.

 

INFO: www.giacomoristorante.com

www.facebook.com/ristorantigiacomomilano/

www.instagram.com/giacomo_milano

Ufficio Stampa #LesEnderlin
Véronique Enderlin
press@giacomomilano.com

 

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