Le abitudini di consumo fuori casa continuano a evolversi, con una crescente attenzione verso sostenibilità, ingredienti locali e proposte vegetali. È quanto emerge dallo studio realizzato da TheFork in collaborazione con YouGov, diffuso in occasione della Giornata della Terra del 22 aprile, che fotografa un cambiamento ormai strutturale nel rapporto tra consumatori e ristorazione.
Se da un lato la maggioranza degli italiani over 24 resta onnivora (82%), dall’altro si rafforza una sensibilità diffusa verso modelli alimentari più sostenibili. Il 75% degli intervistati considera infatti importante che un ristorante adotti pratiche come l’utilizzo di ingredienti locali, la riduzione degli sprechi e la presenza di opzioni veg. Una quota che cresce ulteriormente tra gli utenti TheFork, raggiungendo l’84%, a conferma di un pubblico sempre più consapevole e attento ai valori ambientali.
Particolarmente significativo è il dato relativo al consumo di piatti plant-based anche tra chi non segue diete vegetariane o vegane. Il 79% dichiara infatti di scegliere almeno occasionalmente proposte vegetali al ristorante, con una maggiore incidenza tra i giovani (88% nella fascia 25-34 anni) e tra chi segue regimi alimentari specifici (94%). Un trend che evidenzia come il plant-based non sia più una nicchia, ma un’opzione trasversale, integrata nelle abitudini di consumo.
A conferma di questa apertura, il 63% degli intervistati si dice disponibile a provare ristoranti completamente vegetariani o vegani. Un segnale rilevante per il mercato, che indica spazio per nuovi format e concept focalizzati sulla sostenibilità e sull’innovazione gastronomica.
La sostenibilità entra anche tra i driver di scelta del piatto. Il 33% degli italiani over 25 considera importante l’origine locale o sostenibile degli ingredienti, con percentuali più elevate tra gli utenti TheFork (40%) e tra le fasce più mature (38% over 55). Un elemento che si affianca ai criteri tradizionali come qualità (65%) e freschezza (62%), ma che assume un peso crescente nella percezione del valore complessivo dell’offerta.
In questo scenario, temi come stagionalità, filiera corta e riduzione dell’impatto ambientale si configurano sempre più come leve competitive per i ristoratori. Non solo elementi etici, ma veri e propri driver di scelta che contribuiscono a orientare la domanda e a ridefinire il posizionamento dei locali sul mercato.



