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Salta la fusione Brown-Forman Pernod Ricard, niente intesa

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Brown-Forman e Pernod Ricard hanno annunciato il 28 aprile 2026 la conclusione delle discussioni relative a una potenziale aggregazione tra i due gruppi. In comunicati congiuntamente diffusi, le due aziende hanno spiegato di non essere riuscite a raggiungere termini reciprocamente accettabili.

Le trattative erano state confermate ufficialmente il 26 marzo 2026, quando entrambe le società avevano riconosciuto l’esistenza di colloqui esplorativi, precisando già allora che non vi era alcuna garanzia di un’intesa.

La posizione di Brown-Forman

Il gruppo di Louisville ha ribadito la volontà di concentrarsi sulle proprie priorità strategiche e operative. Nella nota ufficiale, Brown-Forman dichiara:

“Intendiamo creare valore di lungo termine per tutti gli stakeholder concentrandoci sulle nostre priorità strategiche e operative. Questo include sbloccare la crescita futura ampliando la nostra presenza geografica, continuando a costruire brand che entrino in sintonia con i consumatori e migliorando l’efficienza operativa.”

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La posizione di Pernod Ricard

Anche Pernod Ricard ha confermato la chiusura dei colloqui, sottolineando la fiducia nel proprio modello operativo:

“Pernod Ricard rimane pienamente concentrato e fiducioso nella propria strategia e nel proprio modello operativo, supportato da team forti e impegnati in tutto il Gruppo, per generare valore sostenibile di lungo termine per tutti gli stakeholder.”

La reazione di Wall Street

Il mercato aveva accolto positivamente entrambe le ipotesi di operazione. Prima dell’avvio delle trattative, il titolo BF.A quotava intorno ai 23,5 dollari, salendo oltre i 27 dollari dopo l’annuncio dei colloqui con Pernod Ricard e spingendosi fino a oltre 30,5 dollari dopo la proposta avanzata da Sazerac.

Da quei massimi il valore è progressivamente sceso, fino alla chiusura del 28 aprile 2026 a 28,40 dollari (+1,00%). La rottura delle trattative, comunicata a mercati chiusi, ha innescato un’immediata reazione negativa nelle contrattazioni after-hours, con il titolo arretrato fino a circa 26,57 dollari, segnale di un’apertura in netto calo.

Scenario Sazerac di nuovo aperto?

La conclusione delle trattative riapre potenzialmente lo scenario competitivo. Nelle settimane precedenti era emerso come la famiglia Brown, azionista di controllo, sembrasse orientarsi verso l’opzione Pernod Ricard rispetto all’offerta di Sazerac. Con il venir meno dell’intesa con il gruppo francese, l’ipotesi di un coinvolgimento di Sazerac potrebbe tornare di attualità, anche se al momento nessuna delle parti ha rilasciato dichiarazioni in tal senso.

© Riproduzione riservata

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