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S.Pellegrino, post Nestlé la sfida futura di Peranel è crescere ancora nel premium

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Per S.Pellegrino, Acqua Panna e Levissima si apre una nuova fase. Con la nascita di Peranel, partecipata al 50% da Nestlé e al 50% da Platinum Equity, il business delle acque entra in una struttura focalizzata su acqua, idratazione e premium beverage. Come sottolineato da un articolo a firma di Dario Di Vico sul Corriere della Sera, il punto di partenza è solido: sotto Nestlé S.Pellegrino è diventata un marchio presente in circa 150 Paesi, sostenuto da centinaia di milioni di investimenti, di cui circa 200 milioni negli ultimi tre anni, e da un posizionamento sempre più forte nella ristorazione internazionale.

Il futuro passa dal premium

La direttrice più probabile è quella di un’ulteriore premiumizzazione. Secondo gli scenari riportati dal Corriere, Platinum potrebbe rafforzare soprattutto S.Pellegrino e Acqua Panna, puntando sulla ristorazione di fascia alta e in particolare sul Nord America. L’obiettivo sarebbe quindi meno legato alla semplice crescita dei volumi e più alla capacità di aumentare il valore del prodotto, facendo dell’acqua una componente sempre più rilevante dell’esperienza gastronomica. Anche le acquisizioni potrebbero diventare una leva importante: Peranel ha già indicato l’intenzione di crescere attraverso nuove operazioni, trasformando il portafoglio attuale in una piattaforma più ampia nel beverage premium.

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Il sindacato bene Nestlé, incognita Platinum

Sul fronte italiano, il cambio di proprietà viene seguito con attenzione anche dai sindacati. Al Corriere, Angelo Paolella, segretario generale della Flai-Cgil, ha ricordato come Nestlé sia stata negli anni un partner positivo, sia sul piano degli investimenti sia su quello delle relazioni industriali. Il giudizio su Platinum resta invece necessariamente più prudente: il fondo è ancora poco conosciuto dal sindacato e resta da capire quale sarà il suo approccio nei rapporti con lavoratori e territori. Paolella non segnala al momento particolari timori sul fronte occupazionale, fatta eccezione per la sede centrale, dove la nascita del quartier generale di Peranel a Parigi potrebbe determinare in futuro processi di accorpamento.

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Tra gli scenari ancora lontani viene indicata anche la possibilità che Platinum concentri maggiormente gli investimenti su S.Pellegrino e Acqua Panna, valutando invece strategie differenti per Levissima e per le bibite ex Vera prodotte a San Giorgio in Bosco. Al momento, però, non esistono decisioni annunciate in questa direzione. La sfida di Platinum sarà quindi dimostrare che, dopo la globalizzazione costruita da Nestlé, esiste spazio per un secondo salto: più premium, più horeca internazionale e una piattaforma beverage più ampia, mantenendo allo stesso tempo investimenti e radicamento industriale in Italia.

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