Non crediti di carbonio comprati sul mercato, ma boschi di proprietà. S.Bernardo sceglie la via più difficile per la sostenibilità e nel 2025 compensa il 100% delle proprie emissioni dirette grazie alle faggete che circondano le sorgenti alpine, senza acquistare un solo credito volontario.
Il dato arriva dal Bilancio di Sostenibilità 2025, redatto volontariamente secondo lo standard VSME. L’azienda, che da circa un secolo imbottiglia acqua captata da sorgenti di emergenza nel cuore delle Alpi Marittime (sgorga per pressione naturale, senza pompaggio meccanico), fonda la propria strategia su tre parole, misurare, ridurre, compensare.
I numeri del 2025
Le emissioni complessive rendicontate ammontano a 6.052 tCO₂e, comprensive di Scope 1, Scope 2 e categorie indirette considerate, in calo del 5,9% rispetto al 2024. L’intensità carbonica scende a 11,11 g CO₂e per litro imbottigliato, con una riduzione del 12,5% sull’anno precedente, risultato ottenuto in un contesto di crescita dei volumi produttivi.
Sul fronte energetico, il 33,6% del fabbisogno elettrico aziendale nel 2025 è stato coperto da energia eolica. Il 98% dei rifiuti generati è stato avviato a recupero.
Come si riduce alla fonte
Gli interventi hanno riguardato gli stabilimenti di Garessio e Ormea, con la sostituzione della lavabottiglie a Garessio, l’ottimizzazione del cogeneratore a Ormea e la sostituzione della caldaia a GPL con una caldaia elettrica.
Il ruolo dei boschi
La compensazione non passa dal mercato. S.Bernardo gestisce direttamente oltre 1.000 ettari di territorio alpino tra sorgenti, boschi e aree di elevato valore ambientale. Le faggete aziendali hanno rimosso 6.679 tCO₂e nel 2025, a copertura integrale delle emissioni dirette considerate.
Il programma di monitoraggio distingue con chiarezza i diversi ecosistemi. Solo le faggete sono contabilizzate nell’inventario GHG. I prati stabili sono analizzati come stock di carbonio già accumulato nel suolo, distinto dal flusso annuale e non incluso nelle rimozioni. Il fattore di rimozione dei castagneti è ancora in corso di determinazione scientifica, con uno studio specifico atteso entro il 2026.
La validazione scientifica è affidata al Centro Interdipartimentale di Ricerca dell’Università degli Studi di Palermo, diretto dal Prof. Francesco Sottile. Il programma triennale 2023-2025 misura riserve e flussi di carbonio con metodologia coerente con la norma UNI EN ISO 14064-1:2019, in collaborazione con Slow Food. Il claim di compensazione è validato da un organismo di verifica indipendente (Opinione n. 26-008 del 14/05/2026).
Le prossime mosse
Tra le direttrici future, la definizione di obiettivi quantitativi di riduzione, un impianto fotovoltaico da circa 1 MW, la dismissione della linea PET più datata a favore di una nuova linea più efficiente e il rafforzamento delle performance sociali su sicurezza, formazione, inclusione e parità di genere.
In un mercato dove la sostenibilità rischia spesso di restare dichiarazione di principio, la scelta di S.Bernardo di misurare, verificare e compensare con risorse proprie sposta l’attenzione dal claim al dato, in un settore, quello delle acque minerali, sempre più chiamato a rendere conto del proprio impatto ambientale.
INFO: sanbernardo.it



