Schneider Weisse acquisirà dal 1° gennaio 2027 i marchi Weltenburger e Bischofshof dalla Diocesi di Regensburg, salvando così la Klosterbrauerei Weltenburg, il più antico birrificio monastico al mondo ancora attivo, fondato nel 1050. L’operazione, definita la “soluzione bavarese”, evita l’acquisizione da parte di investitori esterni alla regione e preserva un pezzo fondamentale della tradizione birraria bavarese.
La crisi del mercato birrario tedesco
L’acquisizione nasce dalle difficoltà finanziarie del birrificio Bischofshof, di proprietà di una fondazione della Diocesi di Regensburg, che ha costretto il vescovo a cercare un acquirente. La decisione è maturata a causa della crisi strutturale che ha colpito il mercato tedesco negli ultimi anni, segnato da un calo costante dei consumi di birra e da un forte aumento dei costi di produzione. Schneider Weisse, birrificio storico fondato nel 1872 che attualmente produce oltre 200.000 ettolitri annui, ha rilevato i marchi insieme alla divisione logistica di Bischofshof con 21 dipendenti.
“Da soli non eravamo più in grado di portare avanti i marchi in modo economicamente sostenibile, nonostante tutti gli sforzi”, ha dichiarato Till Hedrich, amministratore delegato di Bischofshof e Weltenburger. “Grazie alla soluzione bavarese realizzata con Schneider Weisse possiamo evitare la chiusura completa o l’acquisizione da parte di investitori senza legame con la storia bavarese”.

Chiusura di Bischofshof e riorganizzazione produttiva
Il birrificio Bischofshof di Regensburg chiuderà definitivamente il 31 dicembre 2026, con 56 dipendenti per i quali Schneider Weisse si è impegnata a trovare soluzioni socialmente sostenibili, cercando di ricollocarli presso aziende partner del settore beverage. La produzione di tutti i marchi verrà concentrata nel medio termine presso la sede di Schneider Weisse a Kelheim e presso lo storico birrificio monastico di Weltenburg, che rimarrà operativo.
Il monastero benedettino e la tradizione millenaria
Il Monastero benedettino di Weltenburg, fondato secondo la tradizione intorno al 617 d.C. e situato in una posizione spettacolare sulle gole del Danubio, continuerà la sua vita religiosa indipendentemente dal cambio di proprietà del birrificio. I monaci benedettini non producono più direttamente la birra dal 1973, quando le operazioni birrarie furono affidate a gestione esterna sotto Bischofshof. Il brewmaster Ludwig Mederer ha conquistato diversi European Beer Star per le birre Weltenburger.
“Con Schneider Weisse, Bischofshof e Weltenburger vogliamo creare un portfolio di marchi tradizionali assoluti”, ha commentato Georg VII. Schneider, amministratore delegato di Schneider Weisse. “Uniamo così la nostra tradizione di birra di frumento di oltre 150 anni con quasi 380 anni di storia del marchio Bischofshof e la tradizione birraria della più antica birreria monastica del mondo che risale al 1050”.

Tutti e tre i marchi sono già presenti sul mercato italiano: Schneider Weisse attraverso la storica partnership con Interbrau, mentre le birre Weltenburger e Bischofshof sono da anni distribuite nel canale Horeca e nel retail specializzato da alcuni operatori italiani.



