Cordoglio nel mondo del vino e dell’imprenditoria in Umbria, con la morte all’età di 92 anni Arnaldo Caprai, figura di primo piano. Un imprenditore visionario, capace di trasformare il Sagrantino di Montefalco in un vino di fama internazionale, fondando l’omonima cantina diventata simbolo dell’eccellenza enologica italiana.
Caprai iniziò la sua carriera nel settore tessile, affermandosi come imprenditore a Foligno e distinguendosi anche come collezionista di merletti antichi. Negli anni ’70 la svolta decisiva, con l’acquisto di una tenuta con vigneti nel territorio di Montefalco, scelta che diede avvio a un’avventura destinata a lasciare un segno profondo nel mondo della vitivinicoltura.
C’è stato un momento, intorno agli anni ’90, in cui il Sagrantino raggiunse un vero e proprio boom. Il merito va dato alla sua intuizione e al suo impegno, il Sagrantino passò da vitigno locale a protagonista riconosciuto sui mercati internazionali.
“Mio padre è stato un ottimista e un uomo generoso – ha ricordato il figlio Marco Caprai – Ci lascia l’insegnamento di guardare sempre avanti, di credere nell’impresa e nello sviluppo. La sua è stata una grande visione imprenditoriale, prima nel tessile e poi nel vino. Fino all’ultimo ci ha trasmesso la convinzione che il futuro si costruisce con passione e fiducia”.
La cantina Arnaldo Caparai produce attualmente circa un milione di bottiglie all’anno che hanno portato il Sagrantino sulle tavole più prestigiose del pianeta, con riconoscimenti internazionali e un forte richiamo anche dal punto di vista enoturistico.


