L’export agroalimentare italiano continua a crescere nei mercati europei, e il Regno Unito resta una destinazione strategica nonostante le complessità introdotte dalla Brexit. Per le aziende del food, la vera partita oggi si gioca sulla logistica: requisiti di origine, certificazioni sanitarie e controlli documentali sempre più stringenti rendono la gestione della supply chain un fattore decisivo per evitare ritardi, blocchi doganali e inefficienze. In questo scenario Sogedim SpA si propone come regista della cold chain verso Europa e Regno Unito.
Documentazione e normative SPS, il prerequisito per il mercato UK
Operare verso il Regno Unito richiede oggi un approccio strutturato. Particolare attenzione va posta alla corretta gestione documentale e al rispetto delle normative sulle spedizioni di prodotti alimentari soggetti a requisiti sanitari, in particolare i POAO (Prodotti di Origine Animale) e, più in generale, le merci classificate come SPS (Sanitary and Phytosanitary). Sono aspetti che rappresentano un prerequisito essenziale per accedere al mercato britannico senza criticità.
Il BTOM (Border Target Operating Model) introduce un nuovo approccio ai controlli di sicurezza alimentare per le esportazioni verso la Gran Bretagna. I prodotti soggetti a controlli SPS vengono classificati in categorie di rischio (alto, medio e basso), e da questa classificazione dipendono sia l’intensità dei controlli alle frontiere sia l’eventuale obbligo di certificazione sanitaria. La categorizzazione prevista dal modello si basa sia sulla tipologia di merce sia sul Paese di provenienza.
Sogedim supporta le aziende italiane e gli importatori britannici interessati al trasporto terrestre di prodotti SPS, inclusi alimenti freschi e surgelati, verso il Regno Unito, garantendo la conformità alla classificazione di rischio prevista dal nuovo modello BTOM.
L’esperienza operativa come fattore competitivo

“Nel contesto post-Brexit, la differenza la fa l’esperienza operativa sul campo”, commenta Tommaso Torri, Chief Commercial Officer Food & Beverage in Sogedim. “Poter contare su collegamenti giornalieri tra Italia e Regno Unito, una rete distributiva capillare e transit time rapidi consente alle aziende di mantenere continuità e competitività. A questo si aggiungono asset fondamentali come il monitoraggio costante delle spedizioni, l’assistenza documentale e una gestione integrata della supply chain, elementi oggi imprescindibili per esportare in sicurezza e con efficienza verso il mercato britannico.”
La cold chain, il vero punto critico dell’export food
La catena del freddo rappresenta il nodo più delicato dell’export alimentare. Anche minime variazioni termiche possono compromettere la qualità del prodotto, ridurne la shelf life e generare rischi sanitari, oltre a impatti economici e reputazionali per le aziende.
In questo contesto infrastrutture dedicate come il polo refrigerato di Corbetta assumono un ruolo centrale: un hub multi cella e multi temperatura progettato per la gestione di prodotti deperibili, conforme alla normativa CE e certificato HACCP, anche per prodotti biologici.
Qualità, sostenibilità e tracciabilità guidano i nuovi consumi
I trend di mercato confermano una crescente attenzione verso qualità, sostenibilità e tracciabilità. I consumatori europei premiano prodotti ad alto valore aggiunto, biologici o free from, mentre cresce l’apertura verso nuovi modelli di consumo e innovazione alimentare. La varietà delle categorie merceologiche aggiunge ulteriori livelli di complessità: dai piatti pronti ai prodotti RTE (ready to eat), dai RTH (ready to heat) fino ai surgelati e ai convenience food. Referenze diverse che richiedono standard elevati in termini di sicurezza, tracciabilità e gestione delle temperature lungo tutta la filiera.
In uno scenario così articolato, integrare stoccaggio, trasporto e distribuzione in un’unica regia logistica consente alle aziende del food di preservare il valore del prodotto e affrontare con maggiore efficienza le sfide di mercati europei e britannici sempre più esigenti.
INFO: www.sogedim.it



