Il sorpasso, non è solo il titolo del celebre film diretto da Dino Risi e interpretato da Jean-Louis Trintignant e Vittorio Gassman, ma quello che è successo nel mercato globale degli alcolici. Per la prima volta da quando IWSR ha iniziato le proprie rilevazioni nel 1990, i volumi globali degli spirits hanno superato quelli del vino. Il sorpasso arriva nonostante una flessione del 3% registrata nel 2025, più contenuta rispetto al calo del 5% osservato per il vino. Il dato conferma una trasformazione profonda del mercato mondiale delle bevande alcoliche, destinato nei prossimi 10 anni a cambiare nei consumi e nella distribuzione geografica della domanda.
Secondo le nuove previsioni decennali di IWSR, che coprono 160 mercati, i volumi globali di alcol dovrebbero tornare entro il 2035 quasi sui livelli del 2025, con una contrazione complessiva dell’1% nell’arco del decennio. A sostenere questa stabilizzazione contribuirà la crescita del 9% della popolazione mondiale in età legale per il consumo di alcolici. Il baricentro dei consumi si sposterà progressivamente da Cina, Nord America ed Europa verso mercati come India, Sud America e Africa.
India verso il secondo posto mondiale
Misurando i consumi in porzioni, IWSR prevede che entro il 2035 l’India possa superare gli Stati Uniti e diventare il secondo mercato mondiale dell’alcol dopo la Cina. La società utilizza come riferimento porzioni standard da 50 ml per gli spirits, 150 ml per il vino e 330 ml per birra, sidro e ready to drink. Su questa base, entro il 2035 i consumi in Cina dovrebbero diminuire del 19% rispetto al 2025. Cali a doppia cifra sono attesi anche negli Stati Uniti (-18%), in Giappone (-15%), in Germania (-14%) e nel Regno Unito (-13%). In controtendenza, invece, diversi mercati emergenti: Messico (+13%), Vietnam (+15%), Colombia (+26%) e soprattutto India (+38%). A livello globale, il consumo annuo pro capite di alcol puro dovrebbe ridursi di circa mezzo litro entro il 2035, pari a circa 2 bottiglie di spirits o a una cassa di vino in meno per persona ogni anno.
Vino in calo, RTD in crescita
Guardando alle categorie, IWSR prevede entro il 2035 una flessione del 2% per gli spirits, un calo molto più marcato per il vino (-14%) e una sostanziale tenuta della birra (-1%). La categoria più dinamica resterà quella dei ready to drink, attesa in crescita del 17% in volume nel prossimo decennio. «La prevista stabilizzazione dei volumi globali di bevande alcoliche è una buona notizia per l’industria, ma le sfide restano numerose- ha dichiarato Marten Lodewijks, president e managing director di IWSR – Il mercato del 2035 sarà molto diverso da quello attuale: i produttori dovranno rispondere ai nuovi gusti dei consumatori nei mercati maturi e prepararsi a cambiamenti significativi nelle aree in cui si concentreranno i consumi“. Secondo Lodewijks, le aziende che continueranno a basarsi soltanto sui successi del passato rischieranno di trovarsi in difficoltà nel prossimo decennio.
Focus 2025 crescono soju, whisky indiano e cocktail RTD
Nel 2025 il mercato globale dell’alcol ha mostrato segnali contrastanti. I volumi della birra sono diminuiti del 2%, mentre i ready to drink sono cresciuti del 3%. La categoria RTD ha inoltre raggiunto per la prima volta il traguardo di 1 miliardo di casse da 9 litri a livello globale e ha superato la vodka in valore. “Nel 2025 i consumatori hanno continuato a cercare esplorazione di gusto, praticità e una maggiore varietà di gradazioni alcoliche in funzione delle diverse occasioni di consumo- ha spiegato Luke Tegner, head of consulting di IWSR – Questo sta favorendo uno spostamento dei consumi dalle categorie più consolidate, come vino e spirits, verso i ready to drink”. Tra le categorie più performanti del 2025, IWSR segnala il whisky indiano (+4% in volume), i cocktail RTD (+14%) e il soju coreano, cresciuto del 9% fuori dal mercato domestico. Sul fronte geografico, nel 2025 i consumi in porzioni sono diminuiti del 7% in Cina, del 4% negli Stati Uniti, del 5% in Germania e del 2% nel Regno Unito. Tra i grandi mercati in crescita spiccano invece India e Colombia, entrambe a +4%, oltre al Sud Africa (+1%).





