Un recente servizio della trasmissione televisiva Le Iene, realizzato dall’inviato Matteo Viviani, ha portato alla luce una sorta di truffa nel mondo della ristorazione legata a uno dei cocktail più popolari in Italia: l’Aperol Spritz. L’inchiesta dal titolo “Cibi economici venduti come pregiati, ecco come accorgersene“, andato in onda domenica 8 marzo, nella seconda parte ha evidenziato come in alcuni locali il drink venga servito come Aperol Spritz pur non utilizzando l’aperitivo originale.
Secondo quanto mostrato nel servizio, in alcuni bar verrebbero utilizzati aperitivi generici o alcolici di qualità inferiore al posto dell’Aperol, mantenendo però invariato il prezzo del cocktail. Una pratica scorretta che permetterebbe di ridurre i costi di preparazione senza informare il cliente sulla reale composizione del drink. Il fenomeno riguarderebbe in particolare alcune zone ad alta presenza turistica, dove la forte domanda di spritz può spingere alcuni operatori a utilizzare prodotti alternativi pur continuando a presentare il cocktail come Aperol Spritz.
Il tema dell’originalità al centro della campagna Aperol

Il tema della corretta preparazione dello Spritz è stato recentemente al centro anche della comunicazione di Campari Group, che attraverso la campagna “Aperol, l’Originale” ha ribadito l’importanza di utilizzare il prodotto autentico nella preparazione del cocktail. La strategia del brand punta proprio a valorizzare l’identità dell’aperitivo simbolo dello Spritz, sottolineando come la ricetta originale – con Aperol, Prosecco e soda – rappresenti un elemento fondamentale dell’esperienza di consumo e della tradizione dell’aperitivo italiano.
Ricevi le ultime notizie! Iscriviti alla Newsletter
Trasparenza e qualità nel mondo dell’aperitivo

Il servizio de Le Iene riporta quindi al centro dell’attenzione il tema della trasparenza nel settore della ristorazione e della mixology. Per i professionisti del beverage, rispettare le ricette originali e dichiarare correttamente gli ingredienti utilizzati non è solo una questione di qualità, ma anche di tutela dei consumatori e dei marchi storici che hanno costruito il successo di alcuni dei cocktail più iconici al mondo. Per riconoscere il drink nella sua versione autentica è utile ricordare la ricetta ufficiale del cocktail, codificata nel classico rapporto 3-2-1: 3 parti di Prosecco, 2 parti di Aperol, 1 spruzzo di soda. Il cocktail viene servito in un calice con ghiaccio e guarnito con una fetta d’arancia, elemento distintivo dell’aperitivo. Chiaramente la differenza la fa l’utilizzo o meno dell’Aperol originale.



28 Commenti
Buonasera a tutti,lo Spritz (invenzione VENEZIANA)in origine era composto da vino indistintamente bianco o rosso e acqua la quale percentuale era determinata da quanto vino puro riuscivano a trafugare dalle botti di legno, la dose trafugata veniva rimpinguata con acqua.In seguito nel novecento solo a Venezia e terra ferma si iniziò a miscelare vino seltz(al posto dell’acqua) con il SELECT aperitivo bitter alcolico di 17 gradi. Questa è la ricetta originale : 3 parti di bianco possibilmente prosecco 2 parti di SELECT e un spruzzo di seltz o soda. l’aperol arrivò di seguito nella preparazione.Salutoni
Da veneto ed ex barista confermo quanto affermato da Antonio, spritz con varianti Select, Campari e Aperol (in origine inventato dalla Pezziol di Padova)
In origine lo spritz a venezia si peeparava pure con il rabarbaro (poco chic vero?) acqua frizzante (da gespritzer wasser – la dominazione austriaca ha lasciato nel nostro dialetto qualche parola come spritz) e il vino era un bianco fermo in genere il tocai (allora si chiamava cosí oggi friulano) il prosecco arriva moooolti anni dopo perchè piú figo, e perchè puoi sparare i prezzi che vuoi. A Trieste, Treviso,Vicenza Apritz è acqua e vino!!!! A Venezia nel 1929 nasce il Select (meno forte del campari ma meno dolciastro dell’aperol) Poi aperol ne ha fatto un brand esportabile e da aperivo “plebeo” lo ha fatto diventare un cocktail. Lo preparo a casa (bicchiere basso) a volte in 1-2 bar a venezia dove vanno i
fondolieri!
E come lo.prepari, con cosa, non ho capito!!
Più che sull’Aperol mi soffermerei sul Prosecco. Gran parte degli Spritz sono fatti con spumanti ( no prosecco DOC o DOCG ) extra dry o brut di bassa qualità. D’altronde mi chiedo cosa possa esserci dentro bottiglie cl. 75 vendute dal produttore all’ingrosso €1,6 + iva compreso il costo di spedizione
Il problema è scrivere Aperol Spritz.. Basta scrivere un generico Spritz o al limite Aperi Spritz per non incorrere in sanzioni. Ricette di Spritz ce ne sono molte e anche se non l’originale possono essere ugualmente bevibili. Si tratta di non usare prodotti scadenti ed avere una mano educata nel dosare gli ingredienti. Se il cliente breve bene torna, altrimenti va altrove.
Se poi invece vogliamo parlare della poca competenza ed attenzione di chi beve, allora forse tocchiamo il vero tasto dolente. Dove c’è poca competenza nella domanda si mangia e si beve di conseguenza. Al contrario, una clientela attenta e buongustaia livellerà l’offerta verso l’alto.
È una legge di mercato sempre valida ovunque
il vero spritz si fa con il Select, non con l’Aperol
ho visto un sacco di Spritz fatti con spumante comune e non Prosecco e molti calici venduti per Prosecco anche se non lo sono, nonostante sia indicato in lavagna
ci sono dei nomi che hanno superato il prodotto . questo è un caso , il cocktail ” “martini ” prevede vermouth non per forza martini. così l Aperol. poi il gusto dei consumatori decide.
Ciao, osservazione interessante ma c’è una doppia differenza, storica e legale. Innanzitutto, non è affatto certo che il cocktail Martini prenda il nome dal noto vermouth (la storia della miscelazione propende più per una derivazione dall’antico drink ‘Martinez’ o dal cognome del barman che lo inventò).
Ma la vera differenza oggi è normativa: ‘Martini’ indica una tipologia di cocktail generica, mentre ‘Aperol’ è un marchio registrato e un prodotto specifico. Il problema non è vietare le alternative, ma la trasparenza verso il cliente. Se un locale non usa l’Aperol, basta dirlo proponendo un bitter simile, oppure giustificare un prezzo diverso per l’originale. Vendere a menù un ‘Aperol Spritz’ versando di nascosto un’alternativa più economica non è un’evoluzione della ricetta in base ai gusti, è banalmente frode in commercio (come confermato dai controlli dei NAS).
Lo spritz è un cocktail aperitivo tipico del Nord Italia, famoso per il suo colore arancione brillante e il gusto fresco e leggermente amarognolo. È una bevanda molto popolare durante l’aperitivo perché è leggera, dissetante e facile da bere. Se non è fatto con ingredienti originali oltre al gusto che cambia , non ha il colore del tramonto.
Lo spritz nasce nei territori oggi italiani sotto l’Austria, in Friuli V.G. Terrà oggi di grandi bianchi, più di un secolo fa gli austriaci chiedevano di “Sprizzare” ( dal Tedesco Spritzen – poi diventato per assonanza Spritz – che faceva rima con Fritz nome comune di lingua Tedesca, per le barzellette contro l’occupante di allora))acqua gasata o simile perché troppo forte di grado e sapore. Dopo la prima guerra mondiale In Italia si iniziarono a usare liquori per sprizzare, in primis il Select a Venezia, seguirono Campari di Milano e Aperol di Padova.
Penso se uno un Aperol spritz e perché negli anni passati c’era solo quello quindi è rimasto il modo come chiamarlo se uno Ve a ad un supermercato e ci sono bottiglie di infusi come l Aperol cosa fa lo chiame bitterol spritz ormai si sa che tutti i discount entrano nelle grandi aziende di nome e poi mettono il nome che vogliono loro ma il contenuto degli ingredienti e la stessa.
per prima cosa il vero spritz si fa con il Select e con una oliva verde grande non la fetta di arancio in un tambler basso con tanto ghiaccio ovviamente il prosecco deve essere buono e freddo. MAI con la cannuccia cazzo
ma non sarebbe meglio un buon bicchire di vino
magari di una piccola cantina azienda agricola..?
non industria……..
invece di bicchieroni di ghiaccio…..?
non dite cazz. parlo da chimico, le imitazioni dell’aperol sono identiche, si parla sempre di infusi di piante e sostanze aromatiche tipo agrumi
sono la stessa cosa
Parlo da bevitore , il non originale NON e’ la stessa cosa , cambia il sapore la dolcezza e il colore in qualche caso .Preso al supermercato una volta una replica di Aperol e non ripeterò l’esperimento.. ma ormai sono decine le repliche .
nello spritz indipendentemente da cosa si usa come parte bitter ci andrebbe anche il Prosecco.
Vedo usare di tutto, dalle Cuvee agli spumanti da 2€ a bottiglia….di questo ne vogliamo parlare
Prosecco, spumante, cuveé, tutti spumanti e tutti buoni. Oggigiorno usano il vino frizzante e mescolato all’aperto con acqua frizzante (aperta da tutto il giorno) fa di uno spritz la cosa più in bevibile e sgasata del mondo. A 8 o 10 euro al bicchiere.
buongiorno sono un barista andato in pensione da poco sono anni che dico che l’aperol spritz è diventato il lavandino del bar per i baristi poco corretti che guardano solo ai profitti.
la gente chiede lo Spritz e non “Aperol spritz” lo spritz non l’ha inventato Aperol. se c’è da dare a qualcuno il merito di averlo definitivamente consacrato è SELECT che aggiunse Bitter a vino bianco e soda che già esisteva come Spritz. con il tempo il prosecco prese il posto del vino bianco e “Aperol grazie alla pubblicità di Campari” ne ha cavalcato l’onda. Amen
Nessuno dice che le spritz deve essere fatto con Aperol, ma il punto dell’inchiesta è se scrivi Aperol Spritz sul menu o viene richiesto esplicitamente, il barista ha l’obbligo di dirtelo se usa un prodotto diverso se non lo fa con l’Aperol. Lo spritz può essere fatto con tanti aperitivi/bitter e altri prodotti buonissimi. A Trieste ti fanno quello bianco. La questione qui è solo trasparenza e correttezza commerciale verso il cliente. È come se richiedi una marca di amaro e ti danno altro.
più controlli e pubblicare gli infedeli senza leggere e scrivere
non bevete……vi fa male
Probabilmente non sai nemmeno cos’è l’IBA o l’AIBES. Ci sono delle ricette e dei prodotti ORIGINALI da rispettare altrimenti stai truffando e c’è il penale! Se non sapete le cose evitate di scrivere che molto volentieri non saprai nemmeno come va fatto un Americano un Negroni
l’Italia è il paese Dellimbroglio
Sono abbastanza d’accordo con Giuseppe, siamo l’ Italia Dellimbroglio , anch’io sono un barista ormai in pensione, in giro se ne vedono di tutti i colori, oltre all’uso di prodotti non originali la fuffa più grossa è nell’uso di ghiaccio in maniera scandalosa, bicchieri zeppi di acqua congelata sporcata di vino e aperol…..a prezzi fuori controllo.
bere fa male……