Carlo Carnevale
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Spumantitalia: la prima edizione tra successo e futuro dello spumante

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Il messaggio era chiaro già dalla scelta della location: Pescara, in centro Italia e al centro di una regione che continua a crescere e coltivare il proprio enorme potenziale. Incontro e investimento, dunque. Per due giorni, la città che diede i natali a Gabriele D’Annunzio ha indossato i panni della capitale dello spumante tricolore, per fare da sfondo alla prima kermesse in assoluto dedicata alle bollicine. Addetti ai lavori, tra enologi, produttori, sommelier e giornalisti, riuniti in un conclave di discussione prima del banco d’assaggio aperto al pubblico per la chiusura della manifestazione. E al netto di inciampi organizzativi del tutto normali, tutto lascia pensare che si siano gettate le basi per un appuntamento fisso di valore assoluto. 

CONFRONTO PER CRESCERE – “Un momento d’incontro di cui il mondo spumantistico italiano sentiva il bisogno”, come ha commentato Andrea Zanfi, editore di Bubble’s Italia e ideatore dell’evento; al suo fianco il Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo, il cui presidente Valentino Di Campli si è sbilanciato in positivo: “Un bel momento di confronto per crescere e confrontarsi, che ha sollevato l’interesse dell’intero mondo produttivo nazionale. Averlo proposto per la prima volta in Abruzzo ci riempie di soddisfazione”. Pittoresco il contrasto con la sede del forum, il Museo delle Genti: il percorso espositivo dedicato all’evoluzione dell’uomo è sembrato un naturale richiamo allo sviluppo che lo spumante italiano può tranquillamente affrontare per esprimere il potenziale per ora parzialmente ancora covato. Sei seminari per scavare il solco dove iniziare un percorso di crescita, critica e sviluppo.

LE CHIAVI – Italianità, informazione e linguaggio, le chiavi per aprire la scatola di un mondo che per quanto rilevante, trainato soprattutto dal fenomeno commerciale del Prosecco, resta ancora privo di un’identità definita e un carattere “sistemico”. Una due giorni dedicata al lancio di provocazioni e innovazioni, rispondendo alla provocazione primaria in assoluto di Andrea Zanfi, che da trent’anni vive e racconta il vino e le sue storie senza perdere lo spirito di iniziativa e soprattutto di critica: ne avrà bisogno per proporre alcune necessarie modifiche alla seconda edizione, già in programma per il gennaio del 2019, di nuovo a Pescara. Uno spazio più funzionale, una migliore gestione delle conferenze e una maggiore attenzione al dipanarsi delle giornate potranno smussare le spigolature, per consacrare Spumantitalia come tappa fondamentale per l’aggiornamento dei membri del settore. Specialmente con il supporto di personalità importanti come il presidente di Assoenologi Riccardo Cotarella, e il Direttore del Consorzi Garda DOC Carlo Alberto Panont. Tra gli altri.

COME CRESCERE – Gli spunti su cui lavorare, già da questa prima esperienza, sono vari e preziosi. Sotto i riflettori, giustamente, il territorio e l’appartenenza italiana. Una biodiversità unica come quella del Belpaese non può non essere sfruttata, come purtroppo ancora si stenta a fare. Se i cugini francesi produttori di champagne restringono il cerchio alle sole uve di Pinot nero e Chardonnay, lo spumante italiano può avvalersi di una varietà introvabile altrove, che può garantire qualità e nuove esperienze.
Poi, il rapporto tra produttori e media, spesso inquinato da comunicatori poco informati e di conseguenza incapaci di trasmettere nozioni e intenzioni, come segnalato da uno dei padroni di casa più rinomati, l’enologo Vittorio Festa. Una delle sfide più affascinanti e senza dubbio più difficili, alla quale dovranno contribuire gli stessi produttori, fornendo informazioni chiare e poco costruite.
Infine, per l’appunto, la comunicazione. Solo con un ritorno a un linguaggio semplice, tecnico ma non tecnicistico, si potrà allargare il bacino di utenza e permettere un nuovo approccio a nuovi appassionati. Magari tramite storie interessanti e il racconto della propria missione, decisamente più rilevanti di qualsiasi proprietà organolettica. A partire da corsi di studio.

IL FUTURO – E ancora, focus sulle nuove biotecnologie, il marketing, il packaging e l’importanza della reazione al riscaldamento globale. L’intero mondo dello spumante italiano si è riversato a Pescara, per studiare, confrontarsi, analizzare il movimento. Senza ovviamente perdere di vista degustazioni e scambi d’opinioni sul tasting, con percorsi dedicati e protagonisti di livello: su tutti il Consorzio Tutela Vino Lessini Durello. Al Vinitaly 2019 di aprile verranno presentate le relazioni e i punti fondamentali degli incontri, per stilare effettivamente un decalogo da cui partire.
Ci sono senza dubbio enormi e ottimi presupposti per costruire un vero e proprio filone, sul quale la spumantistica italiana potrà svilupparsi. Come movimento unitario, quasi una sola unica famiglia che creda nelle stesse idee e spinga verso una sola direzione. Appuntamento al prossimo anno.

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