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La stretta sui negozi automatici H24 inciampa nei TAR

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La serranda abbassata di un negozio non è solo un vuoto commerciale. È un servizio che scompare. In questo scenario, i negozi automatici H24 stanno diventando sempre più centrali per garantire accessibilità e continuità ai cittadini, soprattutto nei piccoli centri e nelle aree periferiche. Ma proprio questi punti vendita sono finiti spesso al centro di una stretta regolatoria da parte dei Comuni.

Secondo CONFIDA Associazione Italiana Distribuzione Automatica, il fenomeno va letto dentro una trasformazione più ampia del commercio di prossimità. Dal 2012 l’Italia ha perso oltre 156 mila negozi tradizionali, più di uno su quattro, con il rischio di lasciare intere comunità prive di riferimenti essenziali.

In questo contesto, però, i punti vendita automatici aperti 24 ore su 24 sono stati destinatari, negli ultimi anni, di numerose ordinanze restrittive. Lo studio legale ADR ha analizzato per CONFIDA circa 40 provvedimenti adottati dai Comuni italiani tra il 2020 e il 2025, con limitazioni su orari di apertura, vendita di bevande alcoliche, contenitori consentiti e altri vincoli operativi.

Oltre otto ricorsi su dieci accolti dai TAR

Il dato più rilevante riguarda l’esito dei ricorsi. Secondo l’analisi, nell’81% dei casi i TAR hanno sospeso o annullato le ordinanze comunali contestate dai gestori dei negozi automatici H24.

Alla base delle decisioni della giustizia amministrativa ricorrono spesso motivazioni considerate troppo generiche, mancanza dei requisiti di urgenza, assenza di un collegamento diretto tra l’attività dei negozi automatici e i fenomeni contestati, oltre a misure ritenute sproporzionate rispetto agli obiettivi perseguiti.

Il tema, quindi, non riguarda solo il vending, ma l’equilibrio tra sicurezza urbana, libertà d’impresa e presenza dei servizi sul territorio.

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CONFIDA: i negozi H24 non siano capri espiatori

Per Massimo Trapletti, presidente di CONFIDA, il rischio è che i negozi automatici vengano caricati di responsabilità che non competono loro.

“I negozi H24 diventano spesso i ‘capri espiatori’ dei problemi di ordine pubblico dei nostri Comuni”, afferma Massimo Trapletti, presidente di CONFIDA. “Problemi di cui non sono assolutamente i responsabili, anzi talvolta ne sono le vittime. Si tratta infatti di esercizi commerciali utilizzati quotidianamente dai cittadini, e che in molti casi rappresentano una risposta concreta e sociale alla progressiva scomparsa dei negozi di vicinato, mantenendo vivi territori che rischiano di perdere servizi essenziali”.

La posizione dell’associazione non è quella di sottrarre il settore alle regole, ma di spostare il confronto sulla qualità e sulla proporzionalità degli interventi.

“Bisogna quindi concentrarsi sulla loro qualità. CONFIDA, per questo motivo, ha dato vita al Protocollo Top Quality Negozi Automatici H24, un percorso di certificazione dedicato basato su qualità di servizio e prodotti, sostenibilità e sicurezza, a cui hanno già aderito oltre 150 negozi automatici in Italia”, aggiunge Trapletti.

Desertificazione commerciale: da 11 a 8 negozi ogni mille abitanti

Il tema dei negozi automatici H24 si inserisce nel quadro della desertificazione commerciale, un fenomeno che da anni sta cambiando il volto dei comuni italiani.

Secondo le elaborazioni dell’Ufficio Studi Confcommercio, la densità commerciale è passata da 11 punti vendita ogni mille abitanti nel 2012 a 8 punti vendita ogni mille abitanti. Un calo che segnala una trasformazione strutturale nella presenza dei servizi sul territorio.

In questa cornice, i negozi automatici H24 stanno assumendo una funzione complementare rispetto al commercio tradizionale. Non sostituiscono il negozio di vicinato, ma possono contribuire a mantenere un presidio attivo dove l’offerta commerciale si è ridotta o è scomparsa.

Il valore del servizio è particolarmente evidente nei territori più fragili: piccoli comuni, zone montane, aree periferiche e località dove l’apertura di un esercizio tradizionale risulta economicamente difficile.

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Da Valsolda a Sinio, quando il vending diventa presidio locale

Gli esempi citati da CONFIDA mostrano come i punti vendita automatici possano diventare anche luoghi di servizio e aggregazione.

A Valsolda, in provincia di Como, un punto vendita automatico nato per rispondere alla mancanza di negozi tradizionali si è trasformato rapidamente in un luogo di incontro per la comunità locale.

A Sinio, nelle Langhe, un locale comunale è stato riconvertito in uno spazio accessibile con orario continuato, diventando un nuovo punto di riferimento per residenti e visitatori.

Anche le istituzioni regionali stanno guardando con attenzione a questi modelli. Il Friuli-Venezia Giulia ha avviato un programma dedicato a 40 comuni montani privi di attività commerciali, finanziando l’installazione di punti vendita automatici per rafforzare la presenza di servizi nelle aree più isolate.

A Roppolo, nel Biellese, ha invece aperto un punto informativo e di ristoro dotato di distributori automatici, con informazioni sul territorio. A un mese e mezzo dall’apertura ha già accolto più di mille persone, tra turisti e cittadini.

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Regole equilibrate per un commercio che cambia

Per CONFIDA, il futuro del commercio di prossimità passa anche dalla capacità di valorizzare modelli innovativi e complementari. I negozi automatici H24 non risolvono da soli il problema della desertificazione commerciale, ma possono rappresentare una risposta concreta nei territori dove i servizi si assottigliano.

“Dove un negozio chiude”, conclude Massimo Trapletti, “un punto vendita automatico può contribuire a mantenere acceso un servizio essenziale per la comunità. Per questo è importante che il dialogo con le istituzioni e regole equilibrate accompagnino l’innovazione e valorizzino gli strumenti che stanno aiutando molti territori a restare vivi”.

La partita, quindi, non è tra commercio tradizionale e vending, ma tra abbandono dei servizi e nuove forme di presidio territoriale. E il dato dei ricorsi accolti dai TAR riporta il tema su un punto centrale: le regole servono, ma devono essere motivate, proporzionate e capaci di distinguere tra problemi reali e bersagli facili.

 

+info: www.confida.com

Scheda e news:
CONFIDA - Associazione Italiana Distribuzione Automatica

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