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La stretta USA sui coloranti sintetici fa salire i prezzi delle materie prime naturali anche in Italia

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Un aumento fino al 3.200%. È la cifra che un nuovo report americano attribuisce alla curcumina nello scenario più estremo di abbandono dei coloranti sintetici. Non è un errore di battitura, ed è il segnale che qualcosa si sta muovendo su un mercato che non conosce confini nazionali: quello delle materie prime coloranti di origine naturale.

Lo studio si intitola Recoloring the U.S. Food Industry’s Future, è stato realizzato da RTI International su commissione della National Confectioners Association (l’associazione dolciaria statunitense) e pubblicato a luglio 2026. Analizza cosa servirebbe agli Stati Uniti per sostituire i sei coloranti sintetici ancora ammessi (i cosiddetti FD&C, la nomenclatura americana) con alternative naturali. La conclusione è netta: non è un problema di riformulazione, è una trasformazione della filiera. E siccome quella filiera è globale, le sue tensioni si scaricano anche sui produttori europei.

Perché un report americano riguarda chi imbottiglia in Italia

Il punto chiave è nei numeri di consumo. Gli Stati Uniti pesano solo per il 10-20% del consumo mondiale di coloranti naturali. Vuol dire che sono un grande acquirente, ma non guidano l’offerta. Se la loro domanda esplode per effetto della pressione normativa, il prezzo delle materie prime sale per tutti gli attori del mercato, compresi gli imbottigliatori e i produttori di bevande italiani che quegli stessi estratti li acquistano.

Il report modella tre scenari. Nella crescita di base l’aumento medio dei prezzi è di circa il 53%. Nello scenario accelerato supera il 500%. In quello estremo va oltre il 1.000%. Le punte più violente riguardano proprio ingredienti chiave per il beverage: la curcumina arriva al 3.200%, la crocina dello zafferano al 995%, la luteina da marigold al 1.853%, il butterfly pea al 1.712%.

A rendere il quadro fragile è la dipendenza quasi totale dall’import concentrato in pochi Paesi. L’annatto dipende dall’estero per il 98,2% (soprattutto Brasile), il butterfly pea per il 99,1% (Thailandia), lo zafferano per circa il 99,8% (Iran). Sono filiere lunghe, poco tracciabili e vulnerabili a shock geopolitici, come hanno mostrato le tensioni sui dazi tra Stati Uniti e Cina nel 2025.

Il nodo blu e il vantaggio europeo

C’è un colore che resta il vero banco di prova: il blu. Il report lo indica come il più difficile da ottenere in versione naturale, sensibile a calore, luce e pH. Un problema che tocca da vicino le bevande, dove la stabilità del colore è centrale per l’identità di prodotto.

Su questo fronte l’Europa parte avvantaggiata, perché la transizione l’ha in parte già affrontata. E dispone di operatori specializzati. GNT Group, con il marchio EXBERRY, è il maggior produttore mondiale di estratto di spirulina, con una filiera verticalmente integrata dalla coltivazione della materia prima allo stabilimento di trasformazione. L’azienda ha raddoppiato la propria capacità produttiva di spirulina, consolidandosi come riferimento nel segmento dei blu naturali, storicamente il più complesso. Le sue soluzioni per bevande consentono di ottenere tonalità blu stabili anche in bevande acide, con pH tra 2,6 e 3,4.

Nel mercato italiano ed europeo il comparto dei coloranti per bevande vede diversi attori consolidati, come raccontato nella panoramica dedicata (leggi qui).

Cosa portarsi a casa

La lettura più utile per un produttore di bevande non è tanto normativa quanto di approvvigionamento. Il report americano fotografa una domanda potenziale in crescita rapida su un’offerta rigida e concentrata. Anche senza obblighi europei imminenti, chi lavora con estratti naturali ha davanti uno scenario in cui i prezzi delle materie prime possono muoversi con forza e in cui accordi di fornitura di lungo periodo e diversificazione delle origini diventano leve strategiche. Bevande e caramelle, non a caso, sono indicate come le due categorie più esposte alla transizione.

+Info: candyusa.com/news/new-research-highlights-significant-supply-chain-challenges-in-move-to-natural-food-dyes

© Riproduzione riservata

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