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Nomen omen, e nulla di più milanese del celebre tram, tra i simboli più storici della Madonnina: il Meneghino ha aperto il suo secondo locale a Milano, nella centralissima zona di Colonne di San Lorenzo, appena al lato della stupenda basilica omonima, in via Pioppette 3. E per farlo ha scelto di ricreare un tram d’antan, con tanto di arredamento e pezzi unici dedicati.

 

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Meneghino – Birra e Cucina è di fatto la brasserie del già arcinoto birrificio Meneghino, che ha sede nella zona Est di Milano, fondato da Luca Pirola. Un gesto di riconoscenza per la Milano che ha accolto e lanciato il progetto, e che viene celebrata nel design del locale e nell’eccellente proposta food: il menu è infatti un inno alla milanesità rivista in chiave bites, assaggi, come i danè (in dialetto danari), porzioni mignon di risotto allo zafferano, o i celeberrimi mondeghili. Larghissimo spazio ovviamente alle birre, che il mastro birraio Marco Bergamaschi ha voluto riproporre seguendo gli insegnamenti familiari. Il nonno di Marco era infatti un calzolaio, che pur mietendo un successo strepitoso nella Milano bene del tempo, si ostinava a sostenere che “Mi fù i scarp per i pé, minga per ioecc”, rigorosamente in milanese (“Faccio scarpe per i piedi, mica per gli occhi”).

Le birre di Meneghino sono quindi semplici, pragmatiche, accessibili per tutti e naturalmente inclini a una convivialità senza troppi ricami, che spaziano brillantemente tra sentori e stili: dalla Acqua del Sindaco, pils leggera e freschissima, di estrema bevibilità, fino alla Calibro 9, birra di frumento con nove malti diversi che donano al tempo stesso struttura e spezia. Passando per la luppolatissima Lippa e la corposa Cadrega, tripel di tutto rispetto da 8,2%. Sulla spinta delle tendenze contemporanee, la carta del bere prevede anche una mini-sezione per cocktail con la birra, miscele pensate soprattutto nell’ottica del food pairing.

La chicca di Meneghino – Birra e Cucina è in realtà il locale nella sua interezza: tuto l’assetto d’arredamento, curato dallo studio Menuale Real Estate, mira infatti a ricreare un tram d’epoca, di quelli che tagliavano (e in alcuni quartieri tagliano ancora) la città in ogni direzione, impreziosendola con le loro linee classiche di giallo e legno. Tra materiali recuperati e pezzi fatti su misura, è quindi un passaggio in altri tempi, che comincia perdendosi nelle maniglie penzolanti dal soffitto, accomodandosi sulle sedute (che sono esattamente quelle delle vecchie linee 3 o 10) oppure appoggiandosi al bancone, dal quale è possibile gettare l’occhio verso la segnaletica appositamente ricreata sul pavimento. 

“Siamo rimasti fedeli allo stile della città”, racconta Luca Pirola. “Abbiamo collaborato con ATM (Azienda Trasporti Milano, ndr) per acquistare alcuni storici pezzi d’arredo e, dove non ci è stato possibile, ci siamo affidati alla bravura di artigiani che hanno dato vita a componenti fedelissime agli originali”. “Proporre per l’aperitivo e la cena le specialità della tavola milanese, nel rispetto delle stagioni e degli agricoltori che operano nella campagna alle porte della città, è un messaggio importante per far riscoprire i sapori di una volta, facendo vivere nel contempo ai nostri clienti un’esperienza attuale e vivace”, prosegue Bergamaschi. L’è un gran Milàn, insomma, se si passa dal Meneghino. 

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