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accise bevande alcoliche

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La Sugar Tax sarà nella Manovra 2020 e colpirà esclusivamente le bibite zuccherate e non altri prodotti alimentari come merendine. Lo ha annunciato il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri durante il Focus Manovra del Sole 24 ore Radiocor. È arrivata conferma anche dal Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che ha parlato di tassa “solo per le bevande altamente zuccherate”. Oltre alla Sugar Tax sarà nella Manovra anche la Plastic Tax che colpirà tutti gli imballi di plastica comprese le bottiglie (1€ per kg di plastica).

L’aumento delle accise “si beve” il territorio e le aziende che producono bevande alcoliche. E’ l’allarme degli imprenditori del settore, già colpiti duramente da tre incrementi della fiscalità sull’alcol a partire dall’ottobre 2013. Il comparto, già in sofferenza per la crisi dei consumi, ora vede in pericolo anche le sue produzioni d’eccellenza, come la Grappa, gli Amari, il Limoncello, gli aperitivi e altri prodotti simbolo del Made in Italy. Ecco perché, contro il quarto aumento della accisa dal prossimo 1° gennaio 2015, AssoDistil, l’associazione nazionale dei distillatori, e Federvini – Federazione italiana industriali produttori, esportatori e importatori di vini, acqueviti, liquori, sciroppi, aceto ed affini – hanno deciso di mobilitarsi, organizzando una serie di incontri sul territorio. Obiettivo: raccontare la crisi vista dalla base, ovvero dagli imprenditori che, tutti i giorni, lottano per garantirsi la sopravvivenza.

«La Cina non è vicina al business del vino italiano e la Ferrari, da sola, non basta, nonostante le recenti vittorie sportive, a imporre la leadership del “made in Italy” nel Paese della Grande Muraglia. Lì, infatti, si stanno sviluppando marchingegni commerciali che rischiano di affossare l’enologia italiana». La denuncia di Franco Giaquinta, direttore di Confagricoltura Asti, arriva a pochi giorni dalla chiusura del Vinitaly, il salone enologico internazionale di Verona.  «Il fatto è – chiarisce Giaquinta – che per aggirare le altissime accise che le autorità cinesi hanno imposto sul vino in bottiglia straniero (oltre 250%) si stanno sviluppando società che acquistano vino sfuso italiano o di altri Paesi produttori, come Cile, Usa, Sud Africa e Australia, lo imbottigliano in Cina, aggirando in maniera consistente le accise che vengono abbattute di oltre l’80%, rivendendolo a prezzi fortemente concorrenziali rispetto ai prodotti già confezionati che arrivano dall’estero».