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Istituto Grandi Marchi

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Aumenta la cultura del vino e la ricerca della qualità: la “premiumization” è una tendenza che si sta consolidando in molti mercati e i dati raccolti dalla ricerca ne sono la testimonianza. Negli Stati Uniti, nell’ultimo quinquennio, il prezzo dei vini fermi imbottigliati importati è cresciuto di quasi il 10% e, se si fa riferimento alle vendite off-trade, il posizionamento dell’Italia è tra i più alti tra i vini di importazione.

Nuova alleanza per una formazione enologica internazionale professionalizzante. E’ l’obiettivo della partnership tra l’Istituto Grandi Marchi e la Weinakademie Osterreich. Nata nel 1991, l’Accademia del vino austriaca è oggi un centro di formazione enologica certificata tra i più qualificati in Europa. La collaborazione prevede un sistema di certificazione internazionale unico tra Austria e Italia e la realizzazione, per la prima volta nel nostro Paese, dei corsi WSET di 4° livello.

Prosegue il programma di “Italia in Cina”, il piano triennale promosso congiuntamente dall’Istituto Grandi Marchi e da Italia del Vino Consorzio, per vincere la sfida del vino italiano nel Celeste Impero. Dal 6 all’11 luglio, 27 top wine influencer tra sommelier, giornalisti, manager e operatori di Cina e Hong Kong, approderanno in Italia per un educational tra vigne e cantine con incontri formativi e degustazioni guidate.

Seconda tappa di “Italia in Cina” al via per l’Istituto del Vino Grandi Marchi e Italia del Vino Consorzio che, il 2 dicembre, incontreranno operatori del trade e stampa presso l’Ambasciata del nostro Paese a Pechino. Così, dopo l’incoming di 45 top wine influencer cinesi del luglio scorso, le attività di formazione, divulgazione della cultura vitivinicola e enologica Made in italy promosse dalle due associazioni (che insieme incidono per il 20% sull’export complessivo di vino italiano imbottigliato) si trasferiscono direttamente nel Paese del Dragone.

Torna Solo Italiano – Simply Italian Great Wines, il tour di IEM (International Exhibition Management) dedicato alla diffusione e promozione del prodotto vitivinicolo italiano in Russia, che quest’anno toccherà, in occasione della sua quarta edizione, le città di Mosca (16 giugno) e San Pietroburgo (18 giugno). Il mercato del vino russo è considerato dagli esperti del settore come uno dei più dinamici e ampi degli ultimi anni, con ulteriori buoni margini di crescita per il futuro. Secondo una ricerca di Wine Intelligence, infatti, il numero di bevitori assidui di vino estero in questo Paese è notevolmente cresciuto negli ultimi due anni. Se nel 2012 solo il 29% degli intervistati dichiarava di bere abitualmente (almeno due volte a settimana) vino importato, nel 2014 la percentuale passa addirittura al 40%.

Con 413 partecipanti, di cui 118 Masters of Wine, Firenze batte Bordeaux mettendo a segno un’edizione record dell’8° Simposio mondiale del vino dell’Institute of Masters of Wine (Firenze, 15-18 maggio). Nel 2010 la capitale francese del vino aveva raccolto 311 iscritti, per il debutto italiano dei ‘guru’ mondiali del vino Firenze è sold out con 413 partecipanti da 32 Paesi, di cui 118 Masters.

Sorpasso del vino italiano in Russia che doppia quello francese salendo sul primo gradino del podio dell’export con 26,88 milioni di euro e 82,42 milioni di ettolitri. “In Russia si beve sempre più vino italiano – ha detto il presidente dell’Istituto Grandi Marchi, Piero Antinori, nel presentare il tour Russia in partenza il 23 maggio. Accanto alle due grandi città di riferimento, Mosca e San Pietroburgo, dove in questi anni abbiamo lavorato molto per promuovere il meglio dell’enologia tricolore, ora puntiamo anche sulle realtà più promettenti come Sochi, la perla nera del Mar Nero che nei mesi estivi catalizza più di 40milioni di visitatori. La consideriamo una tappa interessante per allacciare relazioni commerciali con i distributori e i ristoratori locali anche in vista delle prossime olimpiadi invernali”.

La Sardegna entra per la prima volta nel palmares dei top brand piu’ rappresentativi del made in italy enologico, riuniti nell’Istituto del vino Grandi Marchi e lo fa con le Cantine Argiolas di Serdiana (Cagliari). La decisione e’ stata deliberata nel corso dell’ultima assemblea dei soci dell’Istituto che, con le sue 19 aziende, vale 400 milioni di euro di fatturato complessivo, dei quali il 60% realizzati all’estero. Con l’ingresso di Argiolas, l’associazione Grandi Marchi raggiunge quota 8% del valore dell’export-Italia del vino imbottigliato, in rappresentanza di 12 regioni italiane e di oltre 3300 anni di storia vitivinicola del nostro Paese.