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Monster Energy

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Troppo zucchero, troppa caffeina. Di conseguenza livelli di aggressività e nervosismo troppo alti. Il Regno Unito combatte il consumo di energy drink trai più giovani, vietando la vendita di questi prodotti ai minori di 16 anni. Dal 12 marzo, alla maggioranza dei principali supermercati targati UK sarà quindi imposto il limite. Salute e comportamento dei giovani sono al centro di studi e preoccupazioni, e questa è la prima contromossa della politica britannica, per altro autoincentivata dagli stessi distributori.

Dopo i vari decessi e ricoveri sospetti, la Food and Drug Administration ha forse deciso di cambiare atteggiamento nei confronti degli energy drink e, sopratutto, della caffeina contenuta, affrontando tutta la vicenda con un approccio più scientifico. L’agenzia – in una risposta data a due senatori che da mesi la interrogano sull’argomento – ha appena manifestato la volontà di affidare a un panel di esperti indipendenti la valutazione dei possibili rischi di queste bevande. In primo luogo per i ragazzi e in particolare quelli che hanno qualche problema di salute, noto o meno che sia i limiti di caffeina da consigliare o imporre, le interazioni con altre bibite (soprattutto se contenti alcol) o con i farmaci.

Nota: dal 2013 la distribuzione di Monster Energy non è più in mano a Biscaldi ma è passata al gruppo SanPellegrino

Monster Energy, la bevanda energetica più venduta negli Stati Uniti d’America, è sbarcata anche in Italia e la distribuzione è stata affidata al gruppo Biscaldi di Genova. Monster Energy, appartenente alla società Hansen Natural Corporation, è stato lanciato negli USA nel 2002 nel formato da 500ml, (doppio rispetto al formato tradizionale) ad un prezzo simile a quello degli energy drink tradizionali. La bevanda ha avuto un successo strepitoso, grazie anche ad un approccio comunicazionale aggressivo e anticonformista