Il whiskey tiene, la tequila arretra, i cocktail pronti da bere corrono. I conti del primo trimestre fiscale 2027 di Brown-Forman, il gruppo di Louisville proprietario di Jack Daniel’s, fotografano un’azienda in transizione. Nel periodo chiuso il 31 luglio 2026 le vendite nette calano dell’1% a 911 milioni di dollari, ma l’utile per azione diluito sale del 6% a 0,38 dollari. L’operating income riportato cede il 3% a 252 milioni, pur crescendo del 4% su base organica.
A pesare sono la fine del rapporto con Korbel, il calo delle vendite di botti usate e soprattutto la frenata della tequila. Il portafoglio Herradura ed el Jimador arretra del 12%, con Herradura giù del 17% per i minori volumi negli Stati Uniti e prezzi più bassi in Messico. In direzione opposta corre il ready-to-drink: il portafoglio RTD cresce del 20%, trainato da New Mix (+48%), spinto dalla domanda in Messico e dal debutto sul mercato statunitense.
Il whiskey resta stabile. Il lancio internazionale di Jack Daniel’s Tennessee Blackberry compensa i cali di Jack Daniel’s Tennessee Honey e Gentleman Jack, mentre Jack Daniel’s Tennessee Whiskey chiude piatto. Sul fronte geografico, i cali nei mercati sviluppati internazionali (Germania, Francia, Spagna) e negli Stati Uniti sono bilanciati dalla crescita dei mercati emergenti (+11%), Messico in testa.
Le parole del CEO
“I risultati del primo trimestre sono stati in gran parte in linea con le nostre aspettative e rafforzano la fiducia nell’anno che ci attende», ha dichiarato Lawson Whiting, President e Chief Executive Officer. «L’innovazione resta un motore di crescita importante. Lo slancio di New Mix, del nostro portafoglio ready-to-drink e di Jack Daniel’s Tennessee Blackberry ha aiutato a compensare le pressioni altrove nel business”.

Sul piano finanziario il gruppo ha confermato il dividendo trimestrale di 0,2310 dollari per azione e vanta 82 anni consecutivi di dividendi e 42 di aumenti, da membro dell’indice S&P 500 Dividend Aristocrats. Il free cash flow è salito di 32 milioni a 161 milioni. Per l’intero esercizio 2027 la società prevede vendite organiche sostanzialmente stabili e un operating income organico in calo del 3-5%, in un contesto definito ancora sfidante tra pressioni macroeconomiche e instabilità geopolitica.
I conti arrivano in un momento delicato per il gruppo, reduce dallo scoppio del dissenso interno alla famiglia Brown, con due eredi che hanno accusato il board dei risultati negativi, e dal lungo risiko che nei mesi scorsi ha visto l’offerta di Sazerac e le trattative naufragate con Pernod Ricard. In Borsa il titolo di classe B ha reagito con un rialzo nella seduta del 2 settembre, chiudendo a 26,38 dollari, ma resta in calo sull’arco degli ultimi giorni e lontano dai massimi a 52 settimane di 31,92 dollari.
INFO: www.brown-forman.com


