Il mercato italiano della tequila continua a crescere e rafforza il proprio peso nello scenario internazionale. Tra gennaio e maggio 2026 l’Italia ha importato dal Messico oltre 2 milioni di litri di tequila, con un incremento del 46,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il dato diffuso dal Consiglio Regolatore della Tequila, l’ente messicano che certifica origine e qualità del distillato, consente al nostro paese di salire dall’8° al 6° posto nella classifica globale dei principali Paesi importatori. L’Italia si conferma così uno dei mercati più dinamici per la categoria, con una crescita superata solo da Porto Rico (+820%) e Giappone (+134%).
Crescono i volumi, cambia il posizionamento premium
Accanto all’aumento dei volumi, emerge però un cambiamento nella composizione delle importazioni. L’Italia perde infatti il primato mondiale nella quota di tequila 100% agave blu, segmento considerato premium e osservato con attenzione dagli operatori del settore. La tequila prodotta esclusivamente da agave blu rappresenta oggi l’84,7% delle importazioni italiane. Una quota ancora molto elevata, ma inferiore a quella registrata da Porto Rico, dove la categoria raggiunge il 95,4% degli acquisti provenienti dal Messico. Una rilevazione importante che indica come il mercato italiano continui a mostrare una forte attenzione verso le referenze di fascia alta, pur all’interno di una fase di espansione più ampia, che coinvolge anche prodotti destinati alla mixology e a occasioni di consumo più diversificate.
Gli Stati Uniti restano il primo mercato mondiale
A livello globale, gli Stati Uniti mantengono saldamente la leadership tra gli importatori di tequila, con 140,5 milioni di litri acquistati nei primi 5 mesi del 2026. Un volume nettamente superiore rispetto a qualsiasi altro Paese. Alle spalle degli Usa si collocano Spagna, Canada, Regno Unito e Germania, mentre l’Italia consolida la propria presenza tra i principali mercati mondiali. La crescita delle importazioni conferma l’evoluzione della tequila da distillato tradizionalmente legato alla miscelazione a categoria sempre più trasversale, capace di intercettare consumatori diversi e occasioni di consumo più ampie.

