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Prodotta per la prima volta nel 1968, la Thomas Hardy’s Ale è un barley wine, un “vino d’orzo” prodotto una sola volta l’anno, millesimato e a tiratura limitata. Diventato rapidamente un’icona tra le birre, si è trasformato in leggenda con la sua repentina scomparsa. Ora, la leggenda è tornata… “Al momento, i diritti restano nelle mani dell’importatore Usa George Saxon, che – speriamo – non impiegherà molto a riportare la Thomas Hardy’s sul mercato”. Con queste parole Adrian Tierney-Jones concludeva il suo commento alla Thomas Hardy’s Ale nel libro “1001 Beers You Must Taste Before You Die” (“1001 Birre da provare nella vita”, nell’edizione italiana pubblicata nel 2011 da Atlante). Nelle parole di uno dei più noti beerwriter anglosassoni si percepiva chiaramente un po’ di malinconia per la scomparsa dal mercato mondiale della Thomas Hardy’s Ale. Perché questa malinconia? Nel mondo si producono ogni giorno decine, se non centinaia, di migliaia di birre diverse eppure la Thomas Hardy’s era unica. Una vera e propria icona del bere birra, quasi un oggetto di culto.

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Thomas Hardys Ale bottigliaLa birra nasce nel lontano 1968 con un intento ben preciso: commemorare il quarantennale della scomparsa del grande scrittore Thomas Hardy, l’autore di “Tess dei D’Urbervilles” e di altri grandi romanzi. In un suo altrettanto celebre racconto, “The Trumpet Major”, Hardy parlava di una strong beer di Dorchester definendola “del più bel colore che un artista avrebbe potuto desiderare, luminosa come un tramonto autunnale”… La birreria Eldridge Pope decise di provare a dare vita a quella birra che la scrittura di Hardy aveva raccontato. Doveva essere una birra speciale, dalla forte gradazione alcolica, dal corpo consistente e voluttuoso, dalla grande persistenza aromatica e longeva, ossia capace di durare nel tempo (25 anni, affermava il birrificio). Una birra pensata per le grandi occasioni e pertanto prodotta una sola volta l’anno, lasciata lungamente maturare nel legno e infine portata alla luce in bottiglie numerate, dove fosse ben visibile l’anno di produzione, il lotto e il numero di tiratura. La Thomas Hardy’s Ale si conquistò rapidamente una fama enorme. La qualità del prodotto abbinata alla sua esclusività furono una miscela esplosiva. Presto le singole annate diventarono oggetto di degustazioni verticali, come quelle che si fanno sui grandi vini di Langa o di Bordeaux, e i prezzi salirono alle stelle. Ma anche produrre la Thomas Hardy’s era molto costoso e farlo significava sacrificare tempi e mezzi per una birra volutamente prodotta in quantità limitate. Nel 1999 Eldridge Pope cessò la produzione e, per la prima volta, sembrò che la Thomas Hardy’s dovesse essere confinata ai ricordi o alle aste.
La scomparsa, tuttavia, alimentò ulteriormente la sua fama, gli amanti di questo barley wine caposcuola dello stile ne invocavano il ritorno. E la Thomas Hardy’s ritornò. Questa volta a produrla, a partire dal 2003, fu la birreria O’Hanlon. Stessa ricetta, stesso immane lavoro, stessa esclusività. Furono ancora sei anni di grande lustro per una birra ormai conosciuta in tutto il mondo. Eppure, per la seconda volta, questa birra eccezionale scomparve. E questa volta… Per sempre? No, la grande notizia è che la Thomas Hardy’s Ale è pronta a rivivere in tutta la sua grandezza. Mantenendo inalterate tutte le sue straordinarie e uniche peculiarità: la produzione millesimata e in terra inglese, la tiratura limitata, le sue note di piccoli frutti neri, torba e malti tostati, il suo gusto che a tratti può ricordare un grande Porto o un grande Brandy. A deciderne il rinnovato destino, e questa è la seconda grande notizia, sono però due italiani: Sandro e Michele Vecchiato, titolari di Brew Invest, gruppo leader nel settore delle birre speciali, che si sono spesi in prima persona per riportare alla luce questa birra-mito che rischiava di finire nel cassetto dei ricordi e della nostalgia. Da “cacciatori di birre” dalla trentennale esperienza, hanno deciso di scommettere sul fascino antico e universale della Thomas Hardy’s Ale e sul suo colore, “luminoso come un tramonto autunnale”. La Thomas Hardy’s Ale è dunque tornata. Inglese come è sempre stata, naturalmente. Ma con un piccolo cuore italiano… La leggenda non è morta. Del resto, le vere leggende sono quelle che vivono per sempre…

BREW INVEST: è una holding birraria, fondata nel 2009, che, attraverso aziende di proprietà, si occupa dell’intera filiera del comparto: dalle materie prime alla produzione fino alla distribuzione, operando sia nel campo dell’import-export sia in quello del B2B come del B2C. Brew Invest Spa Via Trieste, 12 – 35100 Padova info@brewinvest.com.

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