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Toscanità e artigianalità, sulle colline lucchesi c’è una bella realtà che produce liquori secondo queste due precise regole di base. Una filosofia netta e marcata quella di Giovanni Frullani, nome d’arte “Mister Liquor”, giovane imprenditore toscano che è riuscito a portare continuità ma anche innovazione nella storia agricola di famiglia.

Con un background di studi in tecnologie industriali e un anno di lavoro alle spalle presso un birrificio olandese, Mr. Liquor cinque anni fa ha infatti deciso – un po’ per gioco e un po’ sul serio – di lanciarsi in una nuova avvincente sfida. È ripartito da quegli stessi principi che permeano da sempre l’azienda di vino e olio della sua famiglia, biologica e biodinamica, andando però a specializzarsi in un settore parallelo: gli spirits. Ce l’ha raccontato lui stesso nella lunga intervista concessa a Beverfood.com a margine del lancio del suo nuovo Bitter “Sogno Bitter”: “La mia idea è stata fin dal primo giorno quella di fondere il mio percorso di studi con l’attività e il posto in cui sono cresciuto, cercando di creare qualcosa di nuovo e originale”, esordisce Giovanni Frullani. “Nata un po’ per scherzo prima per i conoscenti e poi per i turisti, la mia attività è partita ufficialmente con la produzione del Frulloncello, un liquore artigianale a base di bucce fresche di limone, agrumi ed erbe aromatiche. Anche il nome dell’azienda, in qualche modo, è arrivato grazie a questo prodotto…”.

Ovvero?
“Ero ancora agli inizi e venne a visitarci un turista olandese, che assaggiò il Frulloncello e se ne innamorò letteralmente. Decise quindi di comprarne una scatola e, proprio mentre se ne andava, mi salutò esclamando: ‘Bye bye Mr. Liquor’. All’inizio non capivo a cosa si riferisse, ma quel soprannome è progressivamente diventato parte di me”.

Qual è la filosofia di base che contraddistingue i tuoi prodotti?
“Il filo che unisce tutti i miei prodotti sta nel voler raccontare il loro territorio di origine, un aspetto che nel mondo dei liquori spesso viene meno, soprattutto nelle grandi produzioni e distribuzioni. I miei spirits nascono invece tutti dalla voglia di trasmettere la bellezza e la bontà della nostra Toscana, una regione che ha sicuramente parecchie cose da dire. Il Frulloncello, per esempio, rappresenta la storica tradizione delle limonaie toscane. Ma anche tutte le altre botaniche sono locali e, cosa molto importante, raccolte quasi sempre da noi per poi essere ogni volta infuse già il giorno stesso”.

Una qualità che dà un apporto aromatico superiore al prodotto finale.
“Esattamente. Le materie prime vengono raccolte e poi subito infuse, già lo stesso pomeriggio, conferendo al prodotto molta più carica a livello di sapore, ma anche di genuinità. Questa scelta può rivelarsi anche un’arma a doppio taglio, visto che per prodotti come il Vermut, l’Alpemare o l’Arancello dobbiamo seguire obbligatoriamente la ciclicità delle stagioni e la natura, ma questa è da sempre la nostra filosofia e non vogliamo cambiarla. Le erbe vengono quindi raccolte e infuse con un alcol di qualità, ottenendo ad esempio il profumo, la balsamicità e freschezza del nostro Alpemare. Oggi sono felice e orgoglioso di essere riuscito a combinare la tradizione officinale dei miei nonni – tre su quattro erano farmacisti – con le piante officinali tipiche della nostra azienda e della nostra regione”.

La tua proposta si è recentemente arricchita con la nascita del tuo primo Bitter, “Sogno Bitter”: ce lo racconti?
“Sogno Bitter nasce dall’idea di creare un Bitter, quindi un prodotto dal gusto marcato e deciso, che non fosse però accompagnato da quella botta chimica o pesantezza che si trova spesso in liquori simili. Sogno Bitter rispondeva proprio a quest’esigenza: avere un nostro Bitter delizioso e gustoso, ma al contempo naturale. Come si vede anche dall’etichetta, la linea guida è stata il surrealismo nella ricerca di un equilibrio armonico e tradizionale, però anche sorprendente. La particolarità sta senza alcun dubbio nelle erbe aromatiche utilizzate, a partire da una speciale varietà di assenzio che viene ovviamente raccolta e infusa il giorno stesso, senza dimenticare quella caratteristica nota di ginepro ottenuta con bacche e rametti. La protagonista principale resta comunque la nota agrumata, garantita grazie alla presenza di arance amare e di un altro mix di agrumi tutti infusi a fresco. Non manca infine la parte centrale di china e genziana che conferisce al Bitter la sua peculiare nota amara”.

Come consigli di abbinarlo in miscelazione?
“Mi sono confrontato con tanti amici bartender sia prima che dopo la realizzazione di Sogno Bitter e tutti mi hanno confermato il suo gusto piacevole, unito a una bella genuinità strutturale. Già se lo provi liscio, il primo sorso chiama subito il secondo e così via… In miscelazione si può usare invece per realizzare un Sogno Spritz, un Sogno Americano o un Negroni da Sogno, tra grandi classici e twist originali”.

Con “Sogno Bitter” sei arrivato a quota sei prodotti in listino: hai già qualche altra novità in cantiere?
“È vero, sono proprio sei: abbiamo due amari quali Alpemare e Amaro Velvet, due aperitivi come Vermut Fresco e Sogno Bitter e due agrumati come il già più volte citato Frulloncello e l’Arancello. Direi che la nostra gamma oggi è abbastanza completa e ben assortita. A brevissimo nessun liquore è in cantiere, ma sappiamo che dal cappello di Mr. Liquor può sempre uscire qualcosa di nuovo. Vediamo quando…”.

www.mrliquor.it

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1 Commento

  1. Fabio Borghi Reply

    Curioso di sperimentare nuovi prodotti per il mio circolo, anche per differenziarsi da altri bar vorrei saperne di più. Grazie

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