Il turismo enogastronomico non è più un tema laterale per chi produce vino, distillati o liquori. È una domanda già presente, che si muove tra territorio, esperienza, acquisto diretto e scoperta del prodotto.
Nel percorso avviato da Distillo, Davide Terziotti e Claudio Riva hanno guidato un confronto su un tema preciso, come trasformare l’accoglienza in una leva utile per le aziende e per il comparto, senza ridurla a una semplice visita guidata.
I numeri dell’enoturismo italiano
Fabio Ciarla, direttore del Corriere Vinicolo, ha portato alcuni dati utili per leggere lo scenario. Nel 2024 l’enoturismo in Italia ha sfiorato i 3 miliardi di euro, con circa 15 milioni di visitatori e una crescita dell’11% sull’anno precedente. Il nuovo report Nomisma presentato a Vinitaly 2026 aggiorna il valore a 3,1 miliardi di euro.
Il tema, quindi, non è se la domanda esista. Esiste già. Il punto è renderla più facile da intercettare.
Cosa serve a distillerie e liquorifici
Per distillerie e liquorifici significa lavorare su aspetti molto pratici, informazioni chiare, siti accessibili anche a un pubblico internazionale, prenotazioni semplici, proposte comprensibili, prezzo e durata espliciti, collegamenti con il territorio.
Distillo continuerà a lavorare su questi temi nei prossimi mesi, verso l’appuntamento di novembre a SIMEI.
Il percorso prosegue verso Distillo Expo 2026, dal 17 al 20 novembre a SIMEI, Fiera Milano Rho.
+Info: distillo.it/



