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Arriva l’estate e con lei, come vuole tradizione, la voglia di sorseggiare per aperitivo un vino bianco fresco, leggero, non impegnativo. Per poi magari passare a qualcosa di più importante, più complesso, un Sauvignon Blanc ad esempio, garanzia del “bere bene”. La sua riconoscibilissima personalità e la sua eleganza lo fanno considerare uno dei bianchi più aristocratici, è però essenziale che le sue uve nascano in vigneti impiantati su terreni magri – che garantiscono finezza e mineralità – e in aree viticole dal clima non spiccatamente mediterraneo, capace di assicurare vere escursioni termiche tra giorno e notte durante tutto il periodo vegetativo.

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L’Alto Adige grazie alla sua collocazione geografica, che lo rende protagonista sia del sole mediterraneo che delle correnti alpine, è un grande interprete del Sauvignon Blanc, che in questa terra si esprime con autentici fuoriclasse. Sono 362 gli ettari destinati al Sauvignon in provincia di Bolzano, in particolare lungo la Valle dell’Adige, da Salorno a Merano. Se il bouquet del Sauvignon è tra i più riconoscibili in assoluto qua in Alto Adige sono netti al naso i fiori del sambuco ma anche salvia, anice, frutto della passione. Una freschezza complessa accompagna i vini più giovani, strutturata raffinata di grande profondità e netta sapidità quando più maturi. Quello che fa la differenza per i Sauvignon sudtirolesi sono i terreni che accolgono i loro vigneti: sono terreni di media o alta collina ricchi in ghiaia originata dal disfacimento di rocce e ancora con forte presenza di porfido e quarzo, ricordo tangibile di un lontano passato vulcanico di queste terre.

Contact: lucia.franciosi@thurner-pr.com

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