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L’iter avviato ormai un anno fa è ufficialmente giunto a conclusione. Unione Italiana Food, la più grande associazione di settore per l’alimentare in Europa, ha visto la luce.  Ad unirsi sono Aidepi (Associazione delle Industrie del Dolce e della Pasta Italiane) e Aiipa (Associazione Italiana Industrie Prodotti Alimentari) per un totale di 450 imprese produttrici di beni alimentari di oltre 20 settori merceologici, con un fatturato di oltre 35 miliardi di euro, di cui 10 miliardi di export.

 

 

 

Da gennaio 2019, confluiranno nella nuova realtà che raggruppa 800 prodotti dal caffè al chewing gum, passando da surgelati, integratori alimentari, ortofrutta fresca confezionata e tanto altro ancora. L’obiettivo è valorizzare e tutelare i prodotti simbolo dell’alimentare italiano alle prese con le nuove sfide del mercato globali, aumentando l’efficacia della rappresentanza delle rispettive categorie, con l’ulteriore vantaggio di garantire servizi migliori per le aziende associate.

A presiedere l’Unione è Marco Lavazza (Luigi Lavazza SpA) con il vice Presidente Paolo Barilla (Barilla SpA), due nomi che descrivono la rilevanza del progetto e che rappresentano la tradizione dell’imprenditoria italiana del settore alimentare.

I punti di forza dei prodotti italiani rappresentano un valore estremamente prezioso per un mercato globale che vuole alimenti sempre più gustosi, sicuri, innovativi e sostenibili – afferma Marco Lavazza – e una delle prerogative di Unione Italiana Food sarà il supporto alle aziende italiane nelle strategie di export, perché siano sempre più incisive all’estero”.

Uniamo le nostre forze nel pieno rispetto delle nostre diverse identità aziendali e merceologiche e sulla base di un comune sistema di valori“, aggiunge Barilla, nel definire la creazione dell’Unione Italiana Food “un traguardo storico“.

 

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Il consumatore globale “contaminato” dall’italianità a tavola

Una ricerca internazionale Doxa/Unione Italiana Food effettuata su 2800 consumatori europei ha rivelato che le eccellenze Made in Italy sono sempre più apprezzate anche fuori dai nostri confini. I prodotti della neo nata realtà associativa rispondono, infatti, alla crescente domanda di cibo italiano con un fatturato export pari a 1/3 circa del totale Italia.

È, dunque, con lo sguardo al consumatore globale “contaminato” dall’italianità che l’Unione Italiana Food avvia i propri lavori, unendo le forze delle due Associazioni e aumentando l’efficacia della rappresentanza delle rispettive categorie. Con l’ulteriore vantaggio di garantire servizi migliori e più efficienti per le aziende associate, che potranno contare sull’esperienza di una struttura ulteriormente allargata e specializzata nei settori di interesse. E rispondere così alle sfide del mercato globale.

 

+info: www.unioneitalianafood.it

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