Negli Stati Uniti il mercato dei distillati continua a mostrare segnali di rallentamento, con una pressione crescente sui prodotti premium e super premium. Secondo i nuovi dati SipSource della Wine & Spirits Wholesalers of America (WSWA), nei 12 mesi terminati il 31 marzo 2026 i volumi dei principali distillati, esclusi i ready to drink, sono diminuiti del 4,4%. Un fenomeno che come riporta la testata specializzata The Spirits Business prende il nome di “depremiumizzazione”, un trend con i consumatori tendono a orientarsi verso prodotti dal prezzo più accessibile, penalizzando soprattutto le fasce alte del mercato. Il segmento tra 50 e 99,99 dollari ha registrato un calo dell’8,8%, mentre i prodotti sopra i 100 dollari sono scesi del 9,3%. Più contenute, invece, le flessioni sotto i 50 dollari, comprese tra il 4,2% e il 5,6%.
Tequila sotto pressione nelle fasce premium
La categoria più colpita è la Tequila, che negli ultimi anni era stata tra i principali motori della crescita degli spirit negli Stati Uniti. Nel segmento tra 50 e 59,99 dollari, i volumi sono diminuiti dell’8,9% e il valore del 9,6%. Ancora più marcato il calo sopra i 100 dollari, con una contrazione del 16,5% a volume e del 14,9% a valore. L’unica fascia di prezzo in crescita nella Tequila è quella tra 20 e 29,99 dollari, salita del 3,3% a volume e dello 0,8% a valore. Un dato che conferma lo spostamento della domanda verso proposte più accessibili.
Calano anche vino e principali categorie spirit
Il rallentamento non riguarda solo i distillati. Sempre secondo SipSource, il vino ha registrato una flessione dell’8,3% a volume e del 5,3% a valore nei 12 mesi considerati. Nel comparto spirit, tutti i principali segmenti hanno chiuso in calo a valore. Gli alcolici a base agave sono scesi del 5,6%, il whiskey statunitense del 4,9%, la vodka del 4% e brandy/Cognac del 10,7%. In diminuzione anche whisky canadese (-8,2%), Scotch (-7,8%), gin (-5%) e whiskey irlandese (-6,7%). Più contenuta la flessione di cordial e liquori, in calo del 2,7%, con però una crescita dell’1,5% nel canale on-premise.
Off-premise e on-premise in contrazione
Sul fronte dei canali, i ricavi degli spirit sono diminuiti del 6,5% nell’off-premise e del 3,7% nell’on-premise nei 12 mesi terminati a marzo 2026. A volume, la contrazione è stata del 6,4% nell’off-premise e del 2,3% nell’on-premise. “L’attuale scenario riflette una gestione più rigida del portafoglio, una continua razionalizzazione degli SKU e un comportamento dei consumatori sempre più orientato al valore”, ha dichiarato Danny Brager, analista di SipSource.
Primo trimestre 2026 ancora negativo
Nel primo trimestre 2026 le vendite complessive di liquori sono diminuite del 5,1% a volume e del 5,9% a valore. Gli alcolici a base agave, che negli ultimi 6 anni erano passati dal 9,4% al 13,3% dei volumi complessivi dei principali spirit, hanno registrato un calo del 3% a volume e del 6,6% a valore. Il dato segna un cambio di fase per una categoria che fino a poco tempo fa continuava a beneficiare della crescita della Tequila premium. Un anno prima, infatti, i ricavi della Tequila di lusso risultavano ancora in aumento del 4,2%, evidenziando quanto rapido sia stato il rallentamento del segmento alto di gamma.


