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Valdo spegne cento candeline, un secolo di bollicine tra sogno e realtà imprenditoriale

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«Una delle decisioni più corrette è stata certamente quella di chiamarsi Valdo nel 1951. Oggi Valdobbiadene è il luogo dove si produce l’eccellenza del Prosecco Superiore». Parte da questa scelta lungimirante anche nel nome, come ha ricordato il Presidente Pierluigi Bolla, il racconto del centenario targato Valdo. Un viaggio attraverso l’Italia, i suoi riti sociali e le trasformazioni del gusto che hanno reso il prosecco un simbolo contemporaneo. Questo e tanto altro per una grande festa andata in scena giovedì 12 marzo al Teatro Gerolamo di Milano, per celebrare i suoi primi cento anni con un incontro speciale dal titolo Cento anni di Valdo. Quando il Prosecco diventa cultura”.

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Sul palco insieme a Pierluigi Bolla, seconda generazione alla guida dell’azienda, a guidare il dialogo Pino Strabioli, attore e conduttore televisivo, insieme alla Chef stellata Chiara Pavan e al giornalista ed esperto di vino Giulio Somma. Un confronto che ha intrecciato prospettive culturali, imprenditoriali ed enologiche, restituendo il ritratto di un settore in continua evoluzione.

La storia di Valdo si intreccia con quella della famiglia Bolla. Tutto inizia nel 1883 quando Albano Bolla, proprietario di una locanda a Soave, decide di produrre vino per i propri ospiti. Da lì prende forma un percorso imprenditoriale che nel 1926 porta alla nascita della Società Anonima Vini Italiani Superiori e che nel 1951, con Sergio Bolla, diventa Valdo.

In cento anni l’azienda è passata da un piccolo capannone ai mercati internazionali e ai locali più trendy del mondo, contribuendo alla diffusione globale del Prosecco e diventando oggi parte dell‘Associazione Marchi Storici d’Italia.

Il Prosecco tra evoluzione del gusto e nuovi consumi
Da sx a dx: Pino Strabioli, Chiara Pavan, Pierluigi Bolla e Giulio Somma.

Il talk ha messo in luce anche il ruolo che il Prosecco ha assunto nel tempo nel panorama del vino italiano. Secondo Giulio Somma, il successo di questo vino non è soltanto economico ma anche culturale: «Il Prosecco arriva diretto al consumatore senza scalate culturali. Questo non significa essere banali, significa essere accessibili. È un grandissimo vino che sa parlare al mondo».

Un fenomeno capace di interpretare nuovi stili di vita e nuove abitudini di consumo. Non a caso, come ha ricordato Pierluigi Bolla, negli anni Novanta la concorrenza del Prosecco non era lo Champagne: «La concorrenza del Prosecco era il vino bianco».

Durante il racconto è anche emersa la relazione tra vino, territorio e gastronomia contemporanea. Chiara Pavan ha infatti sottolineato il valore territoriale e conviviale del prosecco: «È un vino molto richiesto nel mio ristorante anche dal pubblico internazionale, per il suo carattere fresco, leggero e profumato. Funziona molto bene in abbinamento con antipasti e piatti di verdure o di pesce».

Una cucina che oggi guarda sempre più alla sobrietà e alla centralità della materia prima, con una crescente attenzione alla sostenibilità e ai cambiamenti ambientali.

Pierluigi Bolla, Presidente di Valdo

In questo percorso si inserisce anche la visione imprenditoriale di Valdo, fondata sulla capacità di guardare avanti senza perdere il legame con le proprie radici. «Il valore che ha sempre accompagnato l’azienda – spiega Pierluigi Bolla è il rispetto della tradizione ma nello stesso tempo la ricerca dell’innovazione». Un approccio che significa anche interpretare l’evoluzione dei consumi: «Le generazioni cambiano e probabilmente devono cambiare anche i prodotti che facciamo».

Non è un caso che negli ultimi anni l’azienda abbia rafforzato la propria strategia internazionale e ampliato il proprio patrimonio vitivinicolo con l’acquisizione dell’azienda agricola I Magredi nelle Grave del Friuli, 65 ettari destinati allo sviluppo di nuovi progetti enologici.

Ma non finisce qui. Il centenario guarda anche ai cambiamenti del mercato e alle nuove tendenze. Tra queste anche il segmento dei prodotti dealcolati. Valdo, infatti, ha recentemente presentato Valdo Purø – Alcohol Free Blanc de Blancs e ha ottenuto la medaglia d’oro al Berliner Wine Trophy con il suo primo spumante analcolico prodotto da uve proprie e successivamente dealcolizzato.

Una sperimentazione che conferma la volontà dell’azienda di esplorare nuovi scenari senza perdere la propria identità.

Un brindisi ai prossimi cento anni

Cento anni, però, non rappresentano solo un traguardo ma anche una responsabilità.

«Non è una favola – conclude Pierluigi Bolla – è uno spirito imprenditoriale che la mia famiglia ha coltivato nel tempo. La cultura dell’imprenditore vinicolo è sognare e impegnarsi a realizzare quel sogno».

E alla domanda “A chi dedicherebbe il brindisi di questo centenario?”, la risposta arriva senza esitazione:

«A mio padre, Sergio Bolla».

+ INFO: it.valdo.com

© Riproduzione riservata

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Valdo Valdobbiadene - Prosecco for life lovers - 100 anni - 1926-2026

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