Dopo oltre 25 anni di trattative, gli Stati membri UE hanno dato il via libera politico all’accordo commerciale con il Mercosur, aprendo la strada alla più vasta area di libero scambio al mondo. Il Mercosur riunisce quattro membri a pieno titolo: Brasile, Argentina, Paraguay e Uruguay, con circa 300 milioni di consumatori. Altri Paesi sudamericani come Bolivia (in via di adesione), Cile, Perù, Colombia ed Ecuador sono Stati associati, ma non fanno parte del nucleo coinvolto direttamente nell’intesa.
L’Italia ha sostenuto l’accordo dopo il rafforzamento delle clausole di salvaguardia e l’abbassamento dall’8% al 5% della soglia per attivare le tutele sui prodotti sensibili. L’accordo commerciale è stato approvato con il voto positivo della maggioranza qualificata dei Paesi membri. Cinque governi hanno votato contro : Francia, Polonia, Austria, Ungheria e Irlanda. Il Belgio si è astenuto.Il fronte agricolo resta però diviso tra chi teme perturbazioni di mercato e chi vede opportunità di crescita per l’export.
Cosa prevede l’accordo
Riduzione o eliminazione graduale di molti dazi su prodotti industriali e agroalimentari europei, in cambio di maggior accesso dei prodotti sudamericani al mercato UE. Per il food&beverage italiano: opportunità su vino, spirits e prodotti trasformati; timori per carni, cereali, zucchero e alcune materie prime agricole.
Federvini: “Opportunità strategica da cogliere”
“L’intesa con i Paesi del Mercosur costituisce un’opportunità strategica che va colta. Grazie alle clausole di salvaguardia, i produttori europei potranno disporre di una tutela rafforzata”, dichiara il presidente Giacomo Ponti.
Unione Italiana Vini: soddisfazione
“Accogliamo con soddisfazione l’approvazione dell’accordo UE–Mercosur, un’intesa che potrebbe contribuire ad ampliare gli sbocchi commerciali del vino italiano e, al tempo stesso, rafforzare il sistema dei controlli per le merci“, dichiara il presidente Lamberto Frescobaldi.
Federalimentare: “Fino a 400 milioni di export aggiuntivo”
“Per l’industria alimentare italiana può valere ogni anno fino a 400 milioni di export aggiuntivo. Una straordinaria opportunità di crescita, capace di diversificare i fattori di rischio legati ai dazi statunitensi”, afferma il presidente Paolo Mascarino.
Copagri: “Vigilare sulle perturbazioni”
“Pur conservando intatte le nostre perplessità sulle ricadute per carni, riso, mais, zucchero e miele, riteniamo che ormai il dado sia tratto. Fondamentale vigilare sulle possibili perturbazioni di mercato”, sottolinea il presidente Tommaso Battista.
Fedagripesca Confcooperative: luci e ombre
Il presidente Raffaele Drei riconosce le opportunità per vino e formaggi e la tutela di 57 IG italiane nell’accordo, ma condivide le preoccupazioni per zucchero, miele, carni, riso e mais: “Senza adeguati controlli è a rischio la tenuta di interi comparti produttivi agricoli.”
FedAPI: opportunità solo con reciprocità reale
“L’apertura dei mercati può rappresentare un’opportunità concreta, ma solo se non si traduce nell’ennesimo trasferimento di costi e rischi sulle spalle delle imprese più piccole”, afferma il presidente Pietro Vivone. FedAPI chiede reciprocità sugli standard produttivi, controlli efficaci, tracciabilità e tutela delle IG: “Il Made in Italy non può diventare la moneta di scambio di nessun accordo.”
Il voto e i prossimi passi
L’accordo è stato approvato oggi 9 gennaio dal Coreper a maggioranza qualificata: Italia a favore insieme a Germania, Spagna, Paesi Bassi e Paesi scandinavi; contrari Francia, Ungheria, Irlanda, Polonia e Austria; astenuto il Belgio. Von der Leyen firmerà il 12 gennaio in Paraguay. Per l’entrata in vigore manca ancora il voto del Parlamento europeo, atteso il 20 gennaio a Strasburgo.
Trattori in piazza
Non sono mancate le proteste in tutta Europa da parte di agricoltori che hanno manifestato in piazza le loro preoccupazioni, per una possibile concorrenza al ribasso con l’entrata di prodotti sudamericani meno cari e meno controllati rispetto ai protocolli UE. Proteste da Parigi a Milano, con i trattori in strada, con gli agricoltori che chiedono controlli efficaci e certi contro il trust e la speculazione, a tutela dei consumatori.
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