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Il whisky adesso si fa anche in Campania: ecco Priscus, il new make di Nocera Inferiore

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La Campania entra per la prima volta nel racconto del whisky italiano. Se fino a oggi la produzione nostrana di whisky si era concentrata prevalentemente al Nord, con poche eccezioni per quel che riguarda il centro, il nuovo prodotto di Officine Alkemiche a Nocera Inferiore è infatti pronto a inserire una bella novità sul mercato degli spirits. Il futuro è d’obbligo, visto che questo new make – Priscus New Make Single Grain – non può ancora dirsi whisky a causa della sua giovane età, ma il destino è segnato: se tutto andrà come deve andare, in circa tre anni il frutto del lavoro di Prisco Sammartino e Anna Rufino raggiungerà la sua maturità.

Il progetto Priscus, lo diciamo subito, nasce su basi solide: esperienza brassicola, sensibilità aromatica sviluppata nel gin, e una visione chiara da parte di entrambi i produttori. Se è vero che il new make non è un prodotto finito, questa dichiarazione d’intenti tecnica – come indica il termine latino “priscus” – parte dal concetto di antico, originario, venerabile per portare il whisky che verrà verso una nuova dimensione. Almeno nel nostro Paese. Il legame territoriale è subito evidente, con Nocera Inferiore, ma soprattutto la provincia di Salerno e la sua storia intrinsecamente legata alla Scuola Medica Salernitana. E c’è anche un inevitabile richiamo a ciò che precede. Appunto, un new make.

Priscus si manifesta in tre espressioni differenti, ognuna testimone di un momento diverso del suo viaggio. Eccole nel dettaglio:

N°2 Resident – 45% alc/vol

Lo spirito originario nella sua forma più equilibrata. Distillato in pot still da cereali selezionati, mantiene la freschezza e la trasparenza del new make, con un profilo pulito, fruttato e minerale. Un distillato limpido e diretto, in cui la dolcezza del cereale e la freschezza minerale emergono con equilibrio. È l’essenza di Priscus: pura, pulita, immediata.

N°2 Resident – Cask Strength 62.5% alc/vol

La stessa anima, del Resident 45 ma non domata. Nella sua forma più integra e potente, cask strength, imbottigliata alla stessa gradazione con cui verrà posta in botte per il lungo riposo che lo condurrà verso il whisky. Conserva tutta la forza del distillato appena nato: intensa, oleosa, con note calde di cereale e un finale persistente e asciutto. Un’esperienza riservata a chi vuole conoscere la voce cruda del pot still.

N°3 Tourist – 45% alc/vol

Un new make che ha conosciuto il viaggio. Un breve passaggio in botte di rovere gli dona rotondità e sfumature morbide di vaniglia e legno fresco, senza intaccarne la trasparenza. Evidenti anche le sfumature di vaniglia e cereale maturo.

“In alambicco discontinuo, distilliamo cereali selezionati e acqua pura, in lotti limitati. La lavorazione è lenta, essenziale, rispettosa della materia. Ogni goccia racconta la cura del processo: dal taglio di testa e coda al cuore più fine, simbolo della purezza originaria”, raccontano con orgoglio i suoi due produttori Prisco Sammartino e Anna Rufino. “Chi lo assaggia oggi, assaggia l’inizio di una storia. Ci piace vederlo come un piatto: voi assaggiate l’origine, noi continuiamo a trasformarlo”.

+info: www.officinealkemiche.it/

© Riproduzione riservata

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