Si celebra il 28 maggio il World Hamburger Day, ricorrenza dedicata a uno dei piatti più popolari e trasversali della ristorazione contemporanea. In Italia il consumo stimato raggiunge circa 250 milioni di hamburger all’anno, pari a quasi 700.000 panini al giorno. Un dato che conferma la forte crescita di questo segmento, sostenuto negli ultimi anni dall’espansione del food delivery e dalla diffusione delle hamburgherie gourmet, capaci di trasformare un prodotto nato come proposta informale in un format sempre più articolato, tra qualità delle materie prime, personalizzazione e nuove occasioni di consumo.
Le città dove si ordinano più hamburger
Secondo i dati più recenti legati alle piattaforme di consegna e al mondo della ristorazione, attraverso le principali app di delivery in Italia vengono ordinati circa 40.000 hamburger al giorno. Le città più “affamate” risultano Roma, Milano e Firenze, che guidano la classifica per numero di ordini e prenotazioni. Subito dopo si posizionano Napoli e Torino, realtà che stanno registrando una crescita significativa dei consumi anno su anno.
L’hamburger si conferma soprattutto una scelta serale. Oltre il 50% dei consumi avviene infatti a cena, in particolare nella fascia oraria compresa tra le 19:00 e le 21:00. Il pranzo rappresenta invece circa il 21% delle occasioni di consumo. Una distribuzione che conferma il ruolo dell’hamburger come proposta conviviale e informale, spesso legata al tempo libero, al delivery serale e alle uscite fuori casa.
Crescono gourmet e plant-based
Nei primi mesi del 2025 e all’inizio del 2026 si è registrato un incremento del 14% delle prenotazioni nei locali che propongono varianti più ricercate. Accanto agli hamburger realizzati con tagli di carne pregiati, come Chianina e Fassone, cresce anche l’interesse per le alternative plant-based. Una scelta sempre più frequente non solo tra consumatori vegani o vegetariani, ma anche tra chi cerca proposte diverse, più leggere o percepite come più sostenibili. Il mercato italiano dell’hamburger conferma così una doppia anima: da un lato prodotto popolare e accessibile, dall’altro categoria in evoluzione, capace di intercettare nuove tendenze di consumo e nuovi stili alimentari.




