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Grappa News

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Rubrica dedicata alla grappa a cura di Luigi Odello

Tra le grandi valenze della grappa vi è sicuramente il fascino creato dalla vastità del suo mondo, dalla varietà dei panorami che offre e dalla scarsità dei mezzi conoscitivi disponibili. Infatti, pur essendo quello della distillazione della grappa un settore soggetto, da parte del Ministero delle Finanze, a controlli ancor più severi rispetto al comparto petrolifero, non è stato possibile venire in possesso di dati ufficiali capaci di delineare nel dettaglio il suo profilo.

La nascita della grappa-bevanda è stata preceduta, nei secoli bui, da quella della grappa-medicina. La distillazione era infatti finalizzata alla produzione di medicinali e gli alchimisti di allora, associando erbe all’alcol, miglioravano l’effetto terapeutico di ambedue i principi. Pariteticamente, le erbe miglioravano anche il gusto delle acqueviti che, dati i metodi di produzione dell’epoca, ne avevano un gran bisogno.

L’invecchiamento della grappa non cominciò per necessità ma per moda. È un’affermazione che ha un contenuto polemico e, certamente, non dà una fotografia fedele della realtà. Ma c’è del vero. La grappa, quale acquavite ricavata dalla vinaccia e quindi da una materia prima ricchissima d’aroma, non necessita certo di interventi che ne amplifichino il quadro organolettico.

La grappa è prodotta mediante distillazione diretta delle bucce degli acini d’uva che, in quasi tutti i casi, rappresentano la sede privilegiata dalla vite per accumulare sostanze aromatiche. Va da sé che, se prendiamo una grappa che non abbia subito alcun invecchiamento in legno o trattamento con sostanze aromatizzanti, il suo profilo sensoriale e quindi le caratteristiche di tipicità sono direttamente correlate alle caratteristiche della vinaccia e alla tecnologia di distillazione

In ogni bicchiere per la valutazione sensoriale è possibile distinguere tre parti: la base o piede, lo stelo – che può essere più o meno lungo, ma che comunque deve consentire una buona impugnatura senza dover toccare il calice con le dita – e il corpo o calice che può variare per capienza e forma presentandosi più o meno panciuto, più o meno alto, arrotondato o svasato.

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