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Una scenografia da brividi, il Colosseo, ha fatto da sfondo alla tappa romana de “La formula dell’Eccellenza”, il road show itinerante del vermouth Antica Formula di Branca che, nella Capitale, ha scelto il celebre The Court per presentarsi al grande pubblico. In una serata dai toni glamour, il vermouth è stato proposto agli ospiti, non solo in purezza ma anche in quattro signature cocktail creati per l’occasione dai bartender dell’iconico Swift di Londra. Il Rigoletto dove è stato abbinato al pacharán, un liquore ottenuto dalla macerazione della prugnola comunemente bevuto in Navarra, nei Pirenei occidentali, porto e cordiale al limone. Star, mescolato al calvados, cordiale all’arancia e Peychaud, il Summer Solstice, fresco ed estivo incentrato sulle note del passion fruit e del prosecco rosè ed infine il 1910 dal taglio agave con mezcal, cognac, maraschino e Punt & Mes.

Cocktail Rigoletto

La degustazione di Antica Formula è stata l’opportunità, oltre che per scoprire i segreti di questo vermouth anche per riflettere con Matteo Bonoli, Master Herbalist dell’azienda Fratelli Branca Distillerie sul momento positivo di un comparto in ascesa nei consumi, non solo italiani:

Nonostante il nome che deriva dal tedesco,  il vermouth è nato in Italia da Antonio Benedetto Carpano che voleva ottenere un bevanda leggermente alcolica per farne un prodotto davvero trasversale per il consumo a qualsiasi ora della giornata. Di fatto inventò la categoria, parafrasando una locuzione moderna. È importante conoscere la storia del prodotto e del segmento perché spesso vengono fraintese nozioni basilari. E il nostro impegno nell’educational vuole sfatare falsi luoghi comuni. Ad esempio sulle spezie dove alcune di esse, spesso ritenute extracontinentali fanno invece parte della flora mediterranea come il coriandolo. In merito al successo recente del vermouth ci meravigliamo quando invece basterebbe riflettere sul fatto che costituisce da sempre uno dei pilastri della miscelazione. Per fare grandi cocktail bisogna adoperare prodotti italiani, come bitter e vermouth che sono parte del nostro patrimonio culturale in primo luogo.

Poi è vero dieci anni fa è scoppiata in America la moda di bere bitter e amari, spostando il loro consumo dal fine pasto al mondo della mixology.  Ma di fatto sono stati sempre protagonisti nei drink, basti pensare al Milano-Torino, all’Americano, al Negroni. I giovani frequentemente bevono i cocktail in maniera inconsapevole magari sull’onda di mode passeggere. Noi invece stiamo cercando di fare educazione sui bartender in modo che possano essere il driver per trasferire consapevolezza e conoscenza di prodotto nel cliente finale.  E pian piano ci stiamo riuscendo. Se fino a poco tempo fa solo per il gin tonic il consumatore richiedeva al bancone un gin specifico, ora si cerca la varietà anche in un Negroni, comprendendo che non tutti i vermouth sono uguali. Inoltre ritengo che a far da traino al vermouth sia anche il ruolo da protagonista anche nel momento dell’aperitivo. Un fenomeno squisitamente italiano, aggregativo e conviviale che ormai connota in maniera evidente le nostre giornate”.

Antica Formula è ottenuto da vini bianchi provenienti da selezionati vitigni italiani di Romagna, Puglia e Sicilia, lavorati entro le 24 ore successive al loro ricevimento, per evitarne l’ossidazione. L’estrazione delle numerose piante aromatiche avviene attraverso infusione a caldo o estrazione a freddo, a seconda della materia prima, seguendo i metodi tramandati nei secoli che costituiscono, insieme alla formula, il segreto di questo prodotto.

Il processo è molto accurato e lungo. Una volta assemblati i componenti, si passa ad una seconda fase di affinamento, che può durare alcuni mesi, periodo necessario affinchè i componenti si armonizzino al meglio e sprigionino tutta la loro fragranza e intensità aromatica. Tra le componenti botaniche di Antica Formula hanno un ruolo primario lo zafferano, di elevata qualità e proveniente dagli altipiani dell’Iran e l’Assenzio che proviene esclusivamente dalle Alpi del Piemonte e della Valle D’Aosta.

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Secondo la normativa vigente l’utilizzo dell’assenzio è caratteristica imprescindibile di questa categoria merceologica. Tale contesto ha un fondamento storico. Antonio Benedetto Carpano ha dato grande importanza a questa materia prima presente nella sua ricetta. Infatti, egli ha utilizzato la parola tedesca “Wermuth”, che significa appunto assenzio, per identificare il suo prodotto, forse ispirato delle opere di Goethe, giunto in Italia proprio nel 1786, del quale era molto appassionato.  Di colore bruno brillante con venature ambrate, al naso presenta un bouquet di vaniglia che si accompagna alle note di spezie, di agrumi e di frutti secchi, mentre in bocca ha un gusto rotondo, ricco e vanigliato, che riprende la nota olfattiva e s’abbina felicemente alle note d’arancia amara, datteri, fave di cacao e zafferano.

Dopo Roma, il tour proseguirà a LecceCatania e Napoli.

+ INFO: www.anticaformula.it
www.brancadistillerie.com/

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