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E’ appena andata in archivio l’edizione 2024 di Wine Paris & Vinexpo Paris, una kermesse in crescita dove David Chatillon e Maxime Toubart, co-presidenti del Comité Champagne, hanno espresso il proprio ottimismo verso il futuro. Un sistema quello della denominazione di bollicine più famose al mondo che vede Vigneron e Maison della Champagne sulla stessa lunghezza d’onda per prendere decisioni strutturali e numerosi progetti per garantire l’equilibrio della filiera. Impegni in tema di normativa e responsabilità sociale, adozione di un nuovo quadro di riferimento per i rapporti contrattuali tra Vigneron e Maison, innalzamento del plafond della riserva, ma anche la realizzazione di un nuovo centro di ricerca e sviluppo a Epernay.

 

Siamo impegnati a inquadrare più compiutamente questo momento cruciale e a lavorare sui problemi di fondo. L’obiettivo è assicurare lo svolgimento fluido della vendemmia, che, ogni anno, mobilita 100mila stagionali”, dichiara Maxime Toubart, presidente del Syndicat général des vignerons e co-presidente del Comité Champagne. Su altri fronti, l’accordo di riferimento sulla contrattualizzazione della compravendita delle uve in Champagne è stato rinnovato per 5 anni. Si tratta dello strumento che garantisce l’approvvigionamento dei mercati e consolida il meccanismo di compartecipazione al valore“.

Nell’ambito del piano nazionale di tutela del vigneto, il Comité partecipa attivamente alla lotta contro le nuove patologie, in particolare la flavescenza dorata, con strumenti per assicurare la perennità della viticoltura e a preservare la tipicità e l’eccellenza dello Champagne, come la realizzazione di una serra di nuova generazione “insect-proof”, costruita nell’ambito del progetto QANOPÉE, con l’inaugurazione è prevista per l’estate del 2024. Inoltre è previsto l’ampliamento del centro di ricerca, sviluppo e innovazione con sede nella futura Maison de la Champagne a Epernay. Altra misura prevista l’Innalzamento del plafond della riserva interprofessionale portato da 8.000 kg/ha a 10.000 kg/ha, strumento cruciale per la modulazione della produzione in Champagne, per conservare una parte dei vini prodotti nelle annate favorevoli per essere utilizzati in caso di vendemmie deficitarie.

In linea con la volontà di ampliare la rete mondiale di “ambasciate”, un nuovo Bureau du Champagne aprirà i battenti a Stoccolma in aprile. L’ufficio di rappresentanza della filiera presso i Paesi nordici (Svezia, Norvegia, Finlandia e Danimarca), sarà l’interlocutore locale per i media, i professionisti del settore, gli importatori e le istituzioni. L’espansione è giustificata dall’importanza crescente di questi mercati, dove la domanda è in costante ascesa da un decennio (+67%). Lo Champagne resta incontestabilmente il riferimento principale per i consumatori. Secondo una ricerca di IPSOS del 2023, lo Champagne incarna sempre lusso e prestigio e gode di un’immagine senza eguali. I consumatori gli attribuiscono un potere emozionale unico, rendendolo la scelta ideale quale simbolo di eleganza e una presenza caratterizzante nei momenti importanti.

L’ottimismo degli champenois è motivato anche dall’evoluzione dei consumi e dei mercati. Oltre ai brut sans année, i consumatori cercano oggi maggior varietà negli assemblaggi e nei dosaggi. La domanda di Champagne rosé all’estero si è quintuplicata nel giro di 20 anni. A fine 2022, questa tipologia rappresenta più del 10% dell’export con 20 milioni di bottiglie. L’export rappresenta ormai oltre il 60% del totale delle spedizioni (con 171,7 milioni di bottiglie), contro il 45% di dieci anni fa, sebbene restino da conquistare ancora molti mercati. Se l’80% dello Champagne è tuttora venduto in soli 8 paesi (compresa la Francia), i nuovi mercati, come Canada, Sudafrica e Corea del Sud, mostrano un interesse crescente verso lo Champagne e hanno registrato notevoli progressioni nel corso degli ultimi anni.

INFO www.champagne.it

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