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Il peperoncino entra nella lista degli alimenti con effetti favorevoli sulla salute cardiovascolare: una ricerca condotta in Cina dimostra che il consumo di peperoncino si associa al miglioramento del rischio cardiovascolare. L’effetto rilevato correla con la frequenza delle assunzioni e/o le quantità utilizzate, sia a crudo e sia in cottura.

Lo studio, che fa parte dela più ampia ricerca China Health and Nutrition Survey, ha infatti rilevato una correlazione inversa tra pasti moderatamente speziati, messi in tavola 3-5 volte a settimana o più, e riduzione della colesterolemia LDL. Inoltre, l’abitudine a includere il peperoncino come ingrediente fresco o cotto ha dimostrato un effetto favorevole anche sulla colesterolemia HDL, che risultava significativamente aumentata.L’entità della riduzione delle LDL (- 4 mg/dL) è stata pari all’aumento delle HDL (+ 4 mg/dL); di conseguenza, è migliorato anche il rapporto LDL:HDL. Si è osservato anche un aumento della trigliceridemia.

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Le variazioni rilevate possono non sembrare consistenti, in assoluto, ma offrono comunque un’indicazione in più per la scelta degli ingredienti da utilizzare in cucina. Del resto, il peperoncino non manca anche nella cucina mediterranea, dove è ben presente, per esempio, in molte ricette (e alimenti) tipiche delle regioni meridionali. A sostenere l’effetto positivo del peperoncino sul profilo lipidemico sarebbero non solo i capsaicinoidi (molecole responsabili del sapore fortemente piccante), ma anche altre componenti fenoliche, come flavonoidi, quercetina e luteolina, o la riduzione dell’uso di altri condimenti ad azione ipercolesterolemizzante associata al consumo del peperoncino stesso.

FONTE: www.nutrition-foundation.it/notizie/

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