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Con l’arrivo della bella stagione, cresce la voglia di un aperitivo in compagnia degli amici o di una bella birra fresca al pub dopo cena.

Del resto, gli alcolici – purché bevuti responsabilmente e con parsimonia – rappresentano innegabilmente un elemento dei momenti di socialità degli italiani.

Momenti irrinunciabili anche per chi soffre di celiachia, purché si prendano le dovute accortezze e tutte le precauzioni del caso. Chi non può consumare glutine, infatti, sa bene che deve sempre tenere gli occhi bene aperti in qualunque momento di convivialità fuori casa. Sì, perché per queste persone la dieta gluten free non è una moda del momento o un capriccio, bensì l’unica terapia possibile per restare in salute. Persone sempre più numerose, se si considera che secondo l’Istituto Superiore di Sanità la prevalenza di questa patologia si aggira oltre l’1% e che nella popolazione italiana il numero totale di celiaci è stimato almeno in 600.000 persone, di cui oltre 251.000 già diagnosticate e in continua crescita.

Per fortuna, però, nel 2024 godersi un buon drink in un locale o una birra gluten free al pub non è più un problema, grazie alla presenza di un numero crescente di locali preparati e formati in materia di celiachia e in grado di offrire un servizio idoneo e sicuro.

Questo fenomeno è in gran parte riconducibile all’attività svolta da AIC, l’Associazione Italiana Celiachia, che da 45 anni è il punto di riferimento del consumatore celiaco e che si occupa di sensibilizzare, formare e promuovere i locali che offrono il servizio senza glutine attraverso il proprio Programma Alimentazione Fuori Casa senza glutine.

Le attività aderenti al Network AFC, infatti, scelgono di seguire le “regole fondamentali per un’alimentazione senza glutine” individuate da AIC e garantiscono un servizio sicuro e di qualità, proprio perché sono in grado di rispettare i requisiti per la somministrazione di bevande (e stuzzichini) senza glutine.

Ma vediamo cosa prevedono queste regole:

Le informazioni fornite da AIC sulla base delle evidenze scientifiche disponibili danno il via libera a vino, spumante, grappa, gin, whisky, tequila, vodka, ecc., anche quando provengono da materie prime contenenti glutine. Questo perché il processo di distillazione elimina ogni traccia di glutine, rendendoli, di fatto, naturalmente senza glutine.

Il discorso invece cambia per quanto riguarda i liquori, i vermouth e, ovviamente, la birra. Questo perché la presenza di ingredienti non idonei o di possibili contaminazioni suggerisce cautela e consumo quando sia riportata in etichetta la dicitura “senza glutine”. La norma Europea Regolamento 828 del 2014, infatti, ha individuato in questa dicitura l’informazione che indica al consumatore celiaco così come all’operatore della ristorazione alimenti o bevande idonee e sicure alla dieta gluten free.

In particolare, sono sempre di più i marchi di birra industriali e artigianali che offrono una selezione gluten free, in cui il malto d’orzo o gli altri cereali vengono lavorati in modo da garantire una bevanda finale con un contenuto di glutine minore di 20 mg su litro e quindi adatto ai celiaci.

Per essere certi di scegliere e somministrare prodotti sicuri, anche pensando ad eventuali snack o stuzzichini di accompagnamento, serve una formazione specifica ed è qui che entra in gioco il Programma Alimentazione Fuori Casa senza glutine di AIC, che semplifica e migliora la qualità di vita dei celiaci fuori casa, ma offre anche tanti vantaggi anche per i bar, i pub e i locali che decidono di farne parte.

Oltre al supporto e alla formazione continua, vediamo quali sono gli altri benefici:

  • Fidelizzazione: i clienti celiaci prenderanno il locale come un punto di riferimento in cui tornare in compagnia di amici e parenti;
  • Visibilità: grazie agli strumenti di marketing e comunicazione previsti dal programma AFC (la prima e unica Guida italiana alla ristorazione senza glutine, annuale, cartacea e digitale, la App AIC Mobile, passaparola, etc.) le attività aderenti godono di grande popolarità nella comunità celiaca
  • Brand awareness e brand reputation: un servizio gluten free sicuro e di qualità permette una differenziazione e la possibilità di emergere rispetto alla concorrenza, ottenendo enormi vantaggi competitivi in termini commerciali;
  • Ritorno dell’investimento: l’investimento è minimo e il ritorno è veloce grazie alla fidelizzazione di nuovi clienti e ad un miglioramento del brand positioning.

Scegli di aderire al circuito AFC dell’Associazione Italiana Celiachia e scopri come avere tutte le informazioni e i contatti che ti servono!

Fonte: ISS

Disclaimer: l’Associazione Italiana Celiachia raccomanda sempre un consumo moderato e responsabile delle bevande alcoliche.

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