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LEVISSIMA E L’UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MILANO VARANO UN PROGETTO DI RICERCA SUI GHIACCIAI


Levissima del Gruppo Sanpellegrino, riconosciuta come archetipo dell’acqua e leader di mercato, ha deciso di farsi portavoce di un percorso di sostenibilità e di salvaguardia della risorsa acqua a partire dai ghiacciai, là dove la fonte ha origine. Questo progetto di ricerca scientifica, realizzato in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano, rappresenta un importante tassello della filosofia di Levissima e dell’azienda, da sempre impegnate nella tutela e salvaguardia del territorio d’origine.

Lo stesso stabilimento produttivo di Levissima a Cepina è un esempio quotidiano concreto di questo impegno: integra principi, programmi e procedure rispettosi dell’ambiente in ciascuna attività e in ogni fase dei processi di lavorazione per promuovere una politica del miglioramento continuo delle perfomances ambientali. Dall’estate 2007 Levissima in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano – Dipartimento di Scienza della Terra – ha dato vita ad un progetto di ricerca sulle Alpi Lombarde, finalizzato alla quantificazione delle perdite idriche causate dalla fusione glaciale e alla formulazione di concrete proposte di mitigazione. In particolare, la ricerca scientifica ha preso avvio dalle cime montuose della Valdidentro in Valtellina, da cui Levissima nasce, con particolare attenzione al Ghiacciaio Dosdè.

Infatti, il progetto è finalizzato alla quantificazione delle perdite idriche causate dalla fusione glaciale e si differenzia dagli altri studi nazionali e internazionali in questo settore sia per la fattiva collaborazione tra diverse competenze scientifiche (meteorologia, glaciologia, geofisica applicata, topografia) sia per gli aspetti applicativi che consentiranno di formulare e testare concrete proposte di mitigazione degli effetti del riscaldamento atmosferico sui ghiacciai alpini. Infatti, come secondo step, durante la prossima primavera, il progetto di ricerca prevede, per la prima volta in assoluto in Italia, il posizionamento di una parcella sperimentale di geotessile sulla superficie di accumulo del ghiacciaio per valutare gli effetti sugli scambi energetici superficiali e sull’evoluzione del manto nevoso sottostante; sarà un’esperienza unica e di forte rilevanza per la comunità scientifica.

Le ricerche sono condotte dai glaciologi dell’Università Statale di Milano (Dipartimento di Scienza della Terra “A. Desio”) coordinati dal professor Claudio Smiraglia e dalla dottoressa Guglielmina Diolaiuti (rispettivamente Presidente e componente del Comitato Glaciologico Italiano), con la collaborazione di tecnici del Comitato Ev-K2-CNR e di soci del Club Alpino Italiano, un team di ricercatori che da diversi anni compie studi sui più importanti e rappresentativi ghiacciai alpini ed extra-alpini (Himalaya, Karakorum ed Antartide). Lo studio è svolto sul Ghiacciaio Dosdè Orientale in Valtellina, da cui Levissima nasce, scelto per la sua rappresentatività geografica e scientifica: il Dosdè Orientale è uno dei ghiacciai più studiati d’Italia, è infatti monitorato dal Comitato Glaciologico Italiano per la determinazione delle sue variazioni di massa e volume annuali da oltre un decennio ed è analizzato dal Comitato Glaciologico Italiano e dal Servizio Glaciologico Lombardo da oltre 50 anni per la valutazione delle variazioni della fronte glaciale.

Lo scorso agosto 2007 è stata installata sulla superficie del Ghiacciaio Dosdè Orientale una stazione meteorologica automatica (Automatic Weather Station o AWS) alla quota di 2.740 metri per rilevare dati utili a comprendere l’evoluzione dell’ambiente di alta montagna. La stazione è oggi la più alta su ghiacciaio di tutta la Lombardia. Sono previsti, e in parte già realizzati, rilievi di bilancio di massa glaciale e di bilancio energetico e i dati meteo sinora raccolti per estensione, quota e posizione sono da considerarsi unici in Lombardia e in tutta Italia: il ghiacciao Dosdè dispone infatti di dati di variazione frontale e bilancio di massa tra i più lunghi e completi del territorio nazionale. Questi dati, analizzati congiuntamente con i dati di spessore e di volume glaciale e con le tendenze meteorologiche attuali permetteranno di monitorare e di stimare i tempi di persistenza della risorsa idrica glaciale del Gruppo Piazzi.

I primi rilievi hanno evidenziato uno spessore massimo del ghiacciaio di 70 metri e una perdita media di spessore durante l’estate 2007 di poco più di 1 metro. Le temperature, misurate dall’agosto 2007 all’inizio di gennaio 2008, sono oscillate da un massima di + 14.7°C ad una minima di -21.5 °C. Particolarmente importanti sono risultati i dati radiativi raccolti. Un ghiacciaio, infatti, perde materiale (e quindi si assottiglia e si ritira) attraverso il passaggio di stato del ghiaccio che fonde e si trasforma in acqua. La fusione avviene a seguito di un assorbimento di energia da parte della superficie glaciale. Misurare la quantità di energia assorbita dalla superficie di un ghiacciaio permette quindi di conoscere il quantitativo di ghiaccio che verrà perso. Sul ghiacciaio del Dosdè i dati sinora raccolti hanno evidenziato che il ghiacciaio assorbe e utilizza per la fusione in media il 58 per cento dell’energia solare in arrivo; il valore invernale attuale, con un innevamento medio superiore ai 2 metri, è pari al 30 per cento.

Accanto a questo progetto di ricerca, Levissima traduce il suo impegno concreto alla tutela del territorio quotidianamente. In questo contesto un ruolo importante è giocato dal moderno stabilimento di Cepina Valdisotto, fiore all’occhiello dell’azienda non solo in termini di risultati ma anche di progetti mirati alla protezione del territorio. Lo stabilimento, che si sviluppa su una superficie totale di circa 104.000 mq, perfettamente integrato con l’ambiente naturale, è uno tra i sistemi industriali produttivi più complessi e innovativi presenti sul mercato sia per la profondità di gamma che gestisce sia perchè incorpora tutte le fasi del processo produttivo. Proprio sul fronte della salvaguardia dell’acqua particolare attenzione è stata posta alla riduzione degli sprechi: dal 2003 ad oggi sono stati notevolmente ridotti (50%) i consumi di acqua durante il processo di imbottigliamento. Per quanto riguarda il packging, invece, si sono abbassati sia gli scarti (-25% rispetto al 2003), sia l’impiego di pet nelle bottiglie, segnando una diminuzione del 12% dell’utilizzo per anno. La costante sgrammatura delle bottiglie vedo il peso delle stesse diminuire costantemente, riduzione che rientra nel programma di minor impatto sull’ambiente.

La politica di riciclo dei rifiuti solidi e delle acque ha sempre rappresentato per Levissima un punto focale. Oggi rispetto al 2002 si ricicla il 15% dei materiali in più dei rifiuti solidi prodotti. Infine, nell’ottica di tutela massima dell’ambiente è stata posta grande attenzione al parco veicolare su ruote. Per quanto riguarda i mezzi di trasporto Sanpellegrino, l’ 82% dei veicoli è Euro 5, mentre per Levissima il 37% del totale della produzione viene trasportato su rotaia in tutto il territorio nazionale, contro una media nel settore largo consumo inferiore al 10% a livello nazionale. L’impegno di Levissima in questa direzione è alto e vede lo stabilimento da un lato promotore nella creazione del nuovo Interporto di Tirano, dall’altro nella valorizzazione delle professionalità locali utilizzando il consorzio locale per i suoi trasporti.

+INFO: Ufficio stampa Levissima Ketchum tel. 02-6241197 tel. 02-62411924 tel. 02-624119 38 Ufficio Stampa Sanpellegrino tel.02-31971

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