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Il mondo dei collezionisti è già in fermento da tempo. Matusalem, il brand di culto per gli appassionati del rum celebra i suoi 150 anni con una limited edition pronta a segnare la storia. Si tratta di Sublime, presentata a Roma, nel corso di una serata tenutasi nel celebre ristorante stellato Pipero dove ha partecipato tra gli altri Lara Pac, Global Marketing & Communications Manager dell’azienda.

Come spiega Angelo Simonetta, portfolio manager del gruppo Montenegro, azienda distributrice in Italia di Matusalem: “Parliamo di uno dei rum più conosciuti e più importanti al mondo. L’anno scorso questo marchio ha compiuto 150 anni e ha lanciato un nuovo prodotto, Sublime, creato ad hoc per questo genetliaco irripetibile. Un blend di rum invecchiati scelti direttamente da Alvarez, la famiglia fondatrice. Si tratta nello specifico di una edizione limitata a sole 450 bottiglie di cui unicamente 10 pack da 2 destinati al mercato italiano. Il costo di vendita si attesta ad oltre 1500 euro a bottiglia. Il decanter è stato creato per l’occasione da Vista Alegre, famosi vetrai portoghesi. Ogni singola bottiglia è numerata a mano e personalizzata, riposta e custodita in un cofanetto luxury dotato di certificato di autenticità. Quando si dice un pezzo da collezione. Ovviamente abbiamo già un sacco di prenotazioni”.

Sulle qualità organolettiche del prodotto, sulle modalità corrette di degustazione, è intervenuto Leonardo Zanini, Bar Direttore del Bulgari Hotel Paris: “Tradizione e innovazione sono i driver per far sviluppare e far durare nel tempo un brand. E da Matusalem sono maestri in questo. Parliamo dei pioneri del metodo Solera, originariamente applicato a vini spagnoli e sherry, applicato ad un prodotto di assoluta eccellenza. Un liquido costituito da due succhi differenti assemblati in oltre vent’anni di invecchiamento dinamico. Infatti questo metodo permette di miscelare, travasare e ripartire in diverse botti partite di vino che hanno in comune il momento della loro elaborazione, garantendo uniformità nelle proprietà organolettiche del vino. Una piramide composta da vari strati, le cui botti rimangono scolme per circa un terzo. Quando assaggiamo Sublime dobbiamo prenderci tutta la calma che esige un rum di questo impareggiabile livello. Bisogna lasciarlo respirare, non essere aggressivi, deve prendere aria. Cambierà nel corso della degustazione.   Il colore è trasparente, ambrato scuro, con riflessi dorati da cui non compare alcuna impurità. Successivamente si passa al naso, e lì è una esplosione, un bouquet di profumi. Caramello, toffee, miele, arancia, zafferano, spezie”.

La storia di Matusalem risale al 1872 a Santiago de Cuba, mentre il nome afferisce al patriarca biblico di cui la tradizione dice che fosse vissuto fino a 969 anni, un riferimento ideale per il sistema di invecchiamento di questo rum super premium. Negli anni ’50 a causa della rivoluzione, la famiglia fondatrice abbandonò l’isola per stabilirsi a Santo Domingo il cui microclima era molto simile.

Secondo Claudio Álvarez, appartenente alla quarta generazione della famiglia fondatrice, Matusalem è per noi molto più di un marchio commerciale, è il DNA che è nel nostro sangue e nel nostro destino. Recuperare l’impronta dei nostri antenati ci ha permesso di constatare che questa azienda ha custodito per 150 anni un modo di procedere negli affari e nella vita. La qualità, il saper fare e la determinazione sono sempre state le chiavi prioritarie.”

Avere a che fare con Matusalem, equivale a confrontarsi con la storia – commenta Simonetta- il traguardo dei 150 anni segna anche un cambio di proiezione. Ora si vuole innalzare la percezione del brand e lo si fa con questo prodotto da collezione. Una strategia precisa che si affianca ad altre scelte. Penso alle partnership commerciali di rilevanza mondiale con case importanti del fashion quali Dolce & Gabbana. Ma anche la sponsorizzazione e il lavoro con il The World’s 50’s best bar che rappresenta i cinquanta migliori locali del mondo. Importante anche il lavoro nell’integrare l’assortimento che vedrà a novembre una nuova bottiglia e un restyling delle precedenti. Stiamo virando verso i rum scuri e quelli di livello. Il mercato del rum in Italia ha avuto una leggera flessione dopo il boom del passato. Le abitudini dei consumatori si sono modificate. Si beve sempre meno rum standard o miscelato ma ci si sposta sempre più verso l’alta gamma. Bere poco ma bere bene, prediligendo la qualità. Siccome ogni congiuntura economica globale negativa ha un impatto sui gusti, questi cambiano e segnano anche un rafforzamento della fascia luxury. Abbiamo un obiettivo ancora più ambizioso vogliamo segnare un +50% del fatturato in tempi rapidi e questo è sicuramente legato a un cambio di strategia che va dai maggiori investimenti, al supporto del gruppo Montenegro, per concludersi con l’immissione di nuovi prodotti”.

Attualmente i prodotti sono il Gran Reserva 15, una ricetta originale dal 1872, succo di canna da zucchero come base, 6-8 giorni per una fermentazione media, invecchiato con cura per una media di 15 anni in botti leggermente tostate ex Bourbon; il top di gamma, Solera 23, lanciato nel 2012 con 23 anni di invecchiamento. Poi vi è Insolito, invecchiamento dei migliori rum in Solera per una media di 18 mesi in botti di ex bourbon, poi filtrati per renderli trasparenti, con tecniche simili a quelle usate per la tequila Cristalino. Questo liquido viene fatto passare in botti di vino Solera ex Tempranillo, affinamento di tre anni per estrarre tutti i tannini e le caratteristiche del vino, più il colore rosa ruggine. Il prodotto così ottenuto viene poi miscelato con il liquido utilizzato per il Gran Reserva 15. Infine viene fatto un delicato filtraggio finale per rimuovere il colore ambrato.

L’evento romano ha rappresentato l’occasione per approfondire con Zanini lo stato dell’arte della mixology, fra nuovi trend e classici consolidati: “Nel 2023 ho notato un ritorno alle origini. Stiamo convergendo verso la semplicità dopo che nell’ultimo decennio la mixology si era spinta verso livelli esagerati, esasperando l’approccio con il pubblico. Sicuramente ora ci stiamo muovendo in una ottica dove ci sono meno effetti speciali, magari cocktail più semplici, leggeri, ottenuti con tecniche avanzate. In questo momento si sta spingendo molto su Bitter e Vermouth che stanno vivendo un periodo di gloria. Sicuramente ci sarà un gran ritorno di Tequila e Rhum. Sulla moda di alleggerire la gradazione alcolica dei cocktail credo che sia assolutamente necessaria anche per aprire ad un pubblico il più vasto possibile. È il cliente che lo chiede e noi non possiamo far altro che seguire questo trend. Fare attenzione a quello che si mangia e di conseguenza fare attenzione a quello che si beve. Magari bevendo anche meno ma di una qualità superiore. Secondo me è una tendenza non passeggera, ritengo che sia destinata a stabilizzarsi. Per quanto riguarda il gin, sicuramente tutto questo hype è destinato a saturarsi e sgonfiarsi, continueremo a vendere e utilizzare gin di quei brand che sapranno resistere sul mercato. Nel futuro vedo anche in grande ascesa amari e cordials. Piacciono sempre più, l’immagine è cambiata, sono leggeri a livello alcolico e quindi si inseriscono nella moda del momento”.

La serata di presentazione si è svolta con una cena dove ad ogni piatto è stato proposto un pairing con cocktail a base di Ron Matusalem di varie annate.  L’aperitivo composto da finger food è stato servito con un Golondrina, rondine ovvero il simbolo di Matusalem (Ron Insolito, bollicine al pompelmo, Lime e Tajin), un cocktail ispirao al paloma messicano, il cocktail più consumato in Messico. Per esaltare al meglio una ceviche al cocomero invece si è optato per un Delizia (Ron Insolito, Lampone Quaglia, Riduzione di Rabarbaro Bergamotto e Acqua Tonica). Il primo, Un raviolo al ciauscolo e brodo di manzo è stato accompagnato da un Fresco (Matusalem Gran Reserva 15 – Creme de Menthe, Riduzione di Liquirizia e Lime fresco). Per secondo invece un delicato e delizioso Manzo con Prugne è stato esaltato da un Ambroise (Matusalem Gran Reserva 23, Riduzione di Zafferano, Latte di Mandorla e Bitter all’Arancia). Il tutto si è concluso con una degustazione del gia leggendario Matusalem Sublime con una dolce alla Mandorla Lychee e Rosa.

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