Tag

moscato

Browsing

Giancarlo Montaldo in quanto ad esperienza e conoscenza del territorio tutto del Piemonte non ha certo bisogno di presentazioni. Lo storico giornalista di Langa, ex presidente dell’Enoteca del Barbaresco, ha una mente capace di analizzare paesaggio e colture così da registrare l’andamento climatico senza dimenticarsi dell’economia, intesa come superfici vitate e quantitativi di bottiglie prodotte. E lo fa analizzando l’intera regione. In una breve ma intensa chiacchierata sono moltissimi gli spunti di riflessione da condividere orientati tutti a fotografare brevemente la situazione attuale così da provare a proiettarsi nel futuro se si guardano gli attuali andamenti dei consumi e produttivi delle Langhe e non.

In principio era il più classico degli after dinner, da gustare nei tradizionali calici tulipe. Nel tempo si è evoluta fino a diventare ingrediente per mixology e amica fidata dei bartenders, passando da prodotto rurale e tradizionale a (ri)scoperta. La Grappa, il più italiano degli spirits, sarà celebrata a Milano il 5 e 6 maggio con Gocce di Stilla, evento organizzato dall’Associazione ANAG – Assaggiatori Grappa e Acquaviti, che compie gli anni.

A San Francisco è nata una Start Up di nome Ava Winery la cui mission è quella di produrre “vini” sintetici (senza usare Uva) a basso costo. Si tratta di bevande (chiamarle vino non mi sembra giusto) a base di acqua e alcol etilico con l’aggiunta di aromi, tannini e altre sostanze chimiche che vanno a simulare il gusto, l’odore, il colore e le altre proprietà organolettiche del vino.

Tradurre la magia del Moscato di Scanzo in una sequenza di DNA. È la sfida, vinta, del Consorzio del Moscato di Scanzo DOCG e del CIRIVE – Centro Interdipartimentale di ricerca per l’innovazione in Viticoltura ed Enologia dell’Università di Milano. Il risultato? È nel numero 23. Tante sono le linee clonali che si intersecano per dar vita ad uno dei più grandi vini italiani. Il progetto, nato da alcuni anni nell’ambito di un finanziamento del MIPAF – Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali denominato “Valorizzazione dei principali vitigni autoctoni italiani e dei loro “terroir”, intende giungere, nei prossimi anni, all’omologazione e all’iscrizione dei cloni di maggiore interesse e complementari nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite, per costituire vigneti capaci di esprimere la massima produzione e qualità.